Oltre 1,4 milioni di nuovi poveri causati dal terremoto el Sichuan
Stime ufficiali dicono che in 4mila villaggi intere comunità non hanno di che vivere, né riparo. Occorre ricostruire case, strade, un’intera economia distrutta in pochi secondi. Stanziati 12 miliardi di yuan, mentre in milioni si preparano a passare mesi o anni nelle “tendopoli”.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il terremoto del 12 maggio ha gettato in totale miseria più di 1,4 milioni di persone, specie in oltre 4mila remoti villaggi del sudorientale Sichuan.

Fan Xiaojian, capo dell’Ufficio governativo per l’aiuto alla povertà, spiega che “in molte contee, in pochi secondi sono scomparsi i progressi di vent’anni”. Case abbattute, strade crollate, intere comunità agricole sono precipitate in “povertà assoluta”, prive persino dei mezzi per assicurarsi cibo, vestiti e un’abitazione. La zona era già tra le meno ricche dello Stato e prima del terremoto circa 2,1 milioni di persone vivevano in povertà nel Sichuan (come meno di un dollaro al giorno), secondo i dati ufficiali.

Ora Pechino vuole ricostruire abitazioni e servizi nelle zone colpite e prevede di spendere 12 miliardi di yuan (1,2 miliardi di euro) in 3 anni, circa 3 milioni per ogni villaggio. Intanto molte comunità si stanno organizzando a passare mesi nelle tendopoli approntate nei primi giorni, ma hanno bisogno di tutto: cibo, vestiti, energia.

Il sisma ha causato circa 70mila morti, cui vanno aggiunti le oltre 17mila persone tuttora disperse, e distrutto le case di oltre 5 milioni di persone.

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