Cambogia e Thailandia ritirano ognuno 1.200 soldati da Preah Vihear
Un’intera giornata di colloqui non ha prodotto altri risultati e una soluzione appare lontana. Positiva la diminuzione delle truppe, ma se permane lo stallo potrebbe intervenire l’Onu.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Dopo 12 ore di colloqui serrati, Cambogia e Thailandia hanno concordato ieri di ridurre ciascuna di 1.200 uomini i contingenti schierati presso il tempio di Preah Vihear. Ma appare lontana qualsiasi vera soluzione circa il confine.

Hor Namhong, ministro cambogiano degli Esteri, parla di “un incontro positivo” in un “clima cordiale” e con “la volontà di risolvere il problema in modo pacifico”. Ma deve riconoscere che questo accordo serve solo “a non pregiudicare i diritti di entrambe le parti” e a tenere quindi aperti i colloqui.

Esperti osservano che i colloqui sono resi più difficili dalla presenza, per la Thailandia, del neonominato ministro Taj Bunnag, ritenuto privo dell’esperienza e dell’autorevolezza necessarie sia per trattare con l’esperta controparte cambogiana, ministro da decenni, che per agire con adeguata autonomia da Bangkok: alla stampa ha sottolineato che anche il minimo accordo raggiunto “sarà attuato solo dopo l’approvazione del governo tailandese”.

I 2 Stati si contendono la zona su cui sorge il tempio buddista di Preah Vihear, a confine, e nei giorni scossi hanno ammassato truppe nella zona. La Cambogia osserva che la Corte internazionale delle Nazioni Unite glie ne ha riconosciuto l’appartenenza, mentre la Thailandia vorrebbe una sorta di dominio comune e sottolinea che questo sarebbe più rispettoso dello status di “Patrimonio dell’umanità” attribuitogli dall’Unesco. Bangkok è sotto pressione per le proteste dei nazionalisti. Phnom Penh ha chiesto la mediazione delle Nazioni Unite, se i colloqui bilaterali non daranno risultati.

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