Anche il terreno di Thai Ha è divenuto un parco pubblico
di Thuy Dung
Arresti e minacce della polizia a sacerdoti e fedeli, ma sono uscite dal carcere alcune persone prese in precedenza. Ora le autorità avvertono che la linea fognaria passerà proprio dove sorge la cappello di San Gerardo. Continua la campagna di stampa contro l’arcivescovo.
Hanoi (AsiaNews) – Un altro parco pubblico è stato inaugurato in tutta fretta a Hanoi. Dopo quello sul terreno della ex delegazione apostolica è toccato a quello della parrocchia di Thai Ha: entrambi sono realizzati su aree espropriate alla Chiesa e delle quali si chiedeva la restituzione e in entrambi i casi sono ancora in atto i relativi procedimenti legali.
 
Poca gente alla inaugurazione del nuovo parco: quasi solo i gruppi di reduci e gli attivisti della Lega della gioventù comunista (nella foto), riconoscibili dalle tute blu con il logo delle ditte che li sponsorizzano. Sono gli stessi che compiono i violenti raid contro i fedeli, in occasione delle veglie di preghiera ed ultimamente anche all’interno delle parrocchie ed intorno agli uffici dell’arcivescovo.
 
Per i cattolici, il nuovo parco è causa di una ulteriore preoccupazione. Le autorità locali hanno detto ai redentoristi – proprietari originari dell’intero terreno – che la rete fognaria passerà proprio attraverso la cappella di San Gerardo, che è stata saccheggiata e semidistrutta in un attacco di “reduci” e “giovani”, il 21 settembre.  
Mentre la stampa di regime racconta degli applausi della gente alla nuova inaugurazione, “la polizia – racconta padre Nguyen Van That, un redentorista di Thai Ha - ha minacciato di convocare tutti noi, sacerdoti e religiosi del monastero di Thai Ha. Hanno detto che ognuno di noi può essere indagato personalmente”. Finora sono otto i parrocchiani ad essere stati arrestati e “molti sono stati interrogati, negli ultimi giorni”.
 
Ieri però l’agenzia statale VNA ha dato notizia del rilascio di “due detenuti accusati di aver provocato disordini e di aver distrutto proprietà”, a Thai Ha. Sono Le Quang Kien e Nguyen Duc Hung. Presi il 28 agosto, ora sono agli arresti domiciliari. Entrambi, secondo l’agenzia, si sono riconosciuti colpevoli e “si sono pentiti”. Ugualmente rilasciate e poste ai domiciliari quattro persone coinvolte “nel caso della Chien Thang Garment Factory”. Si tratta della ditta di confezioni alla quale le autorità locali avevano all’inizio concesso l’uso del terreno della parrocchia, provocando la reazione dei fedeli. La concessione – improponibile nella logica dell’utilità pubblica – è stata revocata, ma la restituzione alla parrocchia non c’è stata.
  
Continua, invece, la campagna della stampa di regime contro l’arcivescovo di Hanoi, mons. Joseph Ngo Quang Kiet. Una “lettera aperta di cittadini furibondi” gli rivolge le solite accuse di aver violato la legge, provocato disordini, calunniato la nazione e danneggiato il Paese; altri se la prendono con l’intera Chiesa vietnamita, alcuni “cattolici” ne chiedono le dimissioni. Intorno all’arcivescovado, manifestazioni “spontanee” di persone che gridano slogan a favore del comunismo, cineprese e stazioni di ascolto per riprendere ed intercettare attività e conversazioni.