Suora stuprata depone davanti alla polizia, ma non torna in Orissa
Suor Meena e padre Thomas Chellan hanno raccontato le violenze subite la notte in cui sono stati assaliti dai fondamentalisti indù. La suora resta a Delhi e non partecipa al confronto “all’americana”, in programma oggi a Baliguda. Ministri del governo centrale incontrano le famiglie cristiane dell’Orissa che vivono nei campi profughi.

Delhi (AsiaNews/Agenzie) – A quasi tre mesi di distanza dall’assalto, Suor Meena Barwa e p. Thomas Chellan hanno raccontato agli investigatori le violenze subite la notte del 25 agosto scorso, durante i primi giorni degli attacchi contro i cristiani.

Le loro dichiarazioni sono state raccolte dalla sezione anti-crimine della polizia dell’Orissa, giunta a Delhi per incontrare la suora e il sacerdote. L’ispettore generale Arun Ray conferma che la suora e il prete – vittima di violenza sessuale la prima e di pestaggi brutali  entrambi – hanno rilasciato la loro deposizione fra le 17 e le 19.30 del 18 novembre, alla presenza di un team di investigatori giunti apposta dall’Orissa.

La religiosa, ancora provata dalle violenze subite, ha più volte ribadito di non voler tornare a Baliguda, nel distretto di Kandhamal, dove oggi, 19 novembre, è in programma il confronto “all’americana” per procedere all’identificazione degli autori dello stupro. La religiosa ha sempre opposto un fermo rifiuto dicendo di non fidarsi dei poliziotti dell’Orissa, alcuni dei quali avrebbe coperto gli autori delle violenze.

Mons. Raphel Cheenath, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, riferisce dell’incontro tra i religiosi e i poliziotti dell’Orissa a Delhi, durante il quale essi “hanno fornito la loro versione dei fatti”. Il vescovo spiega inoltre che la suora non può partecipare al confronto “all’americana” previsto per oggi, perché il viaggio è troppo lungo e la suora appare ancora provata dallo shock.

Il 18 novembre una delegazione di ministri del governo centrale è giunta nell’Orissa per visitare i luoghi teatro dei massacri contro i cristiani: essa è formata dal ministro dell’agricoltura Sharad Pawar, dal ministro per la giustizia sociale Meira Kumar e dal ministro per gli affari dei tribali P.R. Kyndiah. I ministri hanno incontrato le famiglie che vivono nel campo profughi di Raikia: esse hanno ribadito il desiderio di rientrare nelle proprie abitazioni ma denunciano un clima persistente di violenza e persecuzione, che rende impossibile il ritorno a casa.

La delegazione governativa ha infine visitato il Jalespata ashram a Tumudibandha, dove si è consumato l’omicidio del leader fondamentalista indù Lakshmanananda Saraswati e di quattro suoi adepti, all’origine del pogrom contro i cristiani.

 

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