La Russia svaluta il rublo, costretta dal minor prezzo del petrolio
E’ la quinta svalutazione dall’11 novembre e gli esperti prevedono scenderà ancora entro l’anno. Il cambio risente anche della guerra in Georgia e della crisi globale che ha indotto gli stranieri a portare via investimenti per 200 miliardi di dollari.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – La Russia svaluta il rublo per la quinta volta in un mese per allargare il tasso di cambio verso euro e dollaro Usa, dopo che per mesi ha ridotto le sue riserve valutarie per la precedente difesa del cambio.

Mosca è in difficoltà per la forte discesa del prezzo del petrolio: il greggio degli Urali, sua principale esportazione, è sceso a circa 40 dollari al barile, perdendo il 71% rispetto ai record di luglio. Inoltre il rublo ha subito gli effetti negativi della guerra in Georgia. La crisi finanziaria mondiale ha, poi, causato il ritiro di investimenti esteri per circa 200 miliardi di dollari.  Per difendere il valore di cambio del rublo, da agosto il Paese ha venduto circa il 27% delle sue riserve di valuta pregiata, riducendole agli attuali 161 miliardi di dollari.

Ora ci vogliono circa 36,7 rubli per un euro e 27,9 per un dollaro.

Esperti ritengono che sia “una scelta obbligata” e che Mosca dovrà lasciare la sua moneta indebolirsi ancora. A novembre ha perso il 4,8% del valore rispetto al paniere di riferimento delle banche centrali.

Esperti della Goldman Sachs stimano che le diminuzione del petrolio costringeranno il rublo a perdere un altro 25% nel 2009 e la Troika Dialog, più vecchia banca russa d’investimento, chiede una svalutazione del 20% nelle prossime settimane, magari nel periodo delle vacanze di Natale, quando l’attività finanziaria è minore. La banca italiana Unicredit prevede una diminuzione del 15% entro l’anno.