A rischio i prossimi colloqui a sei sul nucleare

Pechino (AsiaNews/Afp) – La violenta esplosione avvenuta in Corea del nord il 9 settembre scorso, e la confessione del Sud di produrre, in quantità limitata, plutonio e uranio rischiano di compromettere il prossimo round (previsto entro la fine di settembre) dei colloqui a sei. I colloqui stanno infatti cercando una soluzione al problema nucleare nella penisola coreana..

Pyongyang ha assicurato che la deflagrazione di giovedì rientra nel progetto per la costruzione di una centrale idroelettrica e non è per nulla un test nucleare. Anche gli Usa sono convinti che l'episodio non sia frutto di esperimenti nucleari. La Cina, che svolge il ruolo di mediatore nei colloqui, ha evitato di commentare l'accaduto prima che vi siano dati certi. Nel tentativo di salvare gli incontri Li Changchun, anziano membro del partito comunista cinese, ha consegnato di persona a Pyongyang un messaggio del Presidente cinese Hu Jintao che invita i due Paesi alla cooperazione.

Gli analisti sono convinti che in seguito alle recenti vicende sulla penisola, compreso il problema dei profughi, i presupposti dei colloqui siano cambiati. Alcuni hanno notato che Usa e Giappone hanno prestato poca attenzione alle dichiarazioni di Seoul sulla produzione di materiale nucleare, che contribuisce a minare la fiducia nordcoreana. Il regime di Pyongyang ha dichiarato che le iniziative del Sud l'hanno convinto a continuare i suoi esperimenti nucleari. D'altra parte, le minacce della Corea del Nord rischiano di sollecitare un'escalation di programmi nucleari in Corea del Sud, Giappone e Taiwan.

La prospettiva di un inasprimento dei rapporti tra le nazioni coinvolte nella questione preoccupa la Cina. Per questo il portavoce del ministero degli Esteri chiede a tutte le nazioni coinvolte – i 6 – di dimostrare "flessibilità e concretezza", perchè i colloqui si svolgano "prima della fine di settembre".

Il tema degli incontri è proprio lo smantellamento degli stabilimenti nucleari nella Corea del nord , voluto con forza dagli Stati Uniti. Le parti interessate, oltre alle due Coree sono: Giappone, Russia, Usa e Cina, promotrice e mediatore degli incontri.

L'ultimo round dei colloqui, svoltosi a Pechino dal 23 al 26 giugno, si era concluso con l'impegno "a risolvere appena possibile la crisi" e l'accordo per un nuovo incontro entro settembre. La Corea del nord si era dichiarata disposta a congelare il suo programma nucleare, solo in cambio di aiuti economici dagli Stati Uniti. Questi hanno posto come condizione previa ad ogni aiuto lo smantellamento delle armi nucleari in modo "completo, verificabile e irreversibile". (MA)

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