Deficit negli scambi commerciali del Giappone: è la prima volta dal 1980
Tokyo ha un disavanzo di 725 miliardi di yen. Crollate le esportazioni verso Usa ed Europa, ma molto diminuite anche in Asia. La Banca Centrale prevede per il 2009 una contrazione dell’economia del 3-5%. La possibile ripresa è legata agli stimoli del governo.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Il bilancio del Giappone è in deficit, per la prima volta in 28 anni, con un disavanzo di 725,3 miliardi di yen (oltre 5,7 miliardi di euro) alla chiusura dell’anno fiscale il 31 marzo. Il ministro delle Finanze ha detto oggi che le esportazioni sono scese del 16,4% e le importazioni diminuite del 4,1%.

A marzo le esportazioni sono scese del 45,6% ma gli scambi commerciali sono tornati in attivo per 11 miliardi di yen (86,6 milioni di euro). Gli analisti sono cauti e osservano che ciò dipende soprattutto dalla una forte diminuzione delle importazioni (-36,7%), segno di minore produzione e minori consumi. Risultato inferiore al surplus di 82,1 miliardi di yen di febbraio ma comunque positivo dato che i precedenti 4 mesi sono stati in rosso, con un disavanzo record di 952,6 miliardi di yen a gennaio (7,5 miliardi di euro). La Banca del Giappone prevede comunque che la produzione rimanga in difficoltà e ci sia una contrazione dell’economia giapponese tra il 3 e il 5% nell’anno fiscale 2009. Resta bassa la richiesta di mano d’opera e cresce la disoccupazione, che alcuni ritengono ormai pari al 4,4% della forza lavoro.

Rimane difficile la situazione del settore manifatturiero, molto dipendente dalle esportazioni, crollate verso Stati Uniti (-51,4% a marzo rispetto all’anno prima) ed Europa (-56,1%) ma in crisi anche nel mercato asiatico (-39,5%) dove in un primo momento la domande era rimasta elevata mitigando la crisi. Si registra un miglioramento nelle esportazioni verso la Cina, ritenuto tuttavia conseguenza dei forti investimenti operati dal governo cinese, più che di un’effettiva ripresa del mercato.

Comunque gli esperti ritengono che il mercato e la produzione si siano almeno stabilizzati e non si attendono un ulteriore declino. Qualcuno, come l’economista Richard Jerram, prevede persino una ripresa di produzione ed esportazioni in questo secondo trimestre 2009. C’è anche attesa per il piano di finanziamenti pubblici per 15.400 miliardi di yen (121 miliardi di euro) annunciato ad aprile dal premier Taro Aso che aiutare l’economia. Anche se qualcuno osserva che i fondi saranno reperiti dal governo soprattutto con l’emissione di buoni pubblici per 10.800 miliardi di yen (85 miliardi di euro), con forte aumento del debito pubblico e possibili effetti pericolosi nel lungo termine.

JAPAN_Market_2.jpg