Roxana Saberi interrompe lo sciopero della fame
Il 12 maggio è in programma il processo di appello contro la giornalista, richiusa in un carcere della capitale con l’accusa di spionaggio. Nei giorni scorsi il padre aveva lanciato l’allarme per le condizioni di salute della donna. Secondo Teheran ha sempre mangiato con regolarità.
Teheran (AsiaNews/Agenzie) – Roxana Saberi ha interrotto lo sciopero della fame. Lo riferisce Reza Saberi, padre della 32enne giornalista iraniana e americana, condannata a otto anni di prigione per spionaggio a favore degli Stati uniti.
 
Il padre ha accolto con gioia la notizia dell’interruzione dello sciopero della fame; nei giorni scorsi l’uomo si era detto preoccupato per le condizioni di salute di Roxana, che appariva “molto debole”. Le autorità iraniane hanno sempre negato la tesi sostenuta da Reza Saberi: secondo Teheran la giornalista mangia con regolarità e le condizioni fisiche sono buone.
 
Il 21 aprile scorso la donna aveva iniziato a rifiutare il cibo per protesta contro la sentenza inflittale da un tribunale iraniano, nel corso di un processo che si è svolto a porte chiuse. In due settimane, Roxana Saberi aveva mangiato solo un paio di datteri e bevuto un quantitativo minimo di acqua zuccherata. Il 12 maggio è in programma il processo di appello; il verdetto dovrebbe essere emesso il giorno stesso o in un tempo massimo di sette giorni.  
 
La giornalista, a cui la legge iraniana non riconosce la doppia nazionalità, è stata arrestata a fine gennaio con l’accusa di aver acquistato alcolici e lavorato nella Repubblica islamica con l’accredito di giornalista scaduto. La donna è stata quindi incriminata per spionaggio.
 
Attivisti per i diritti umani hanno lanciato una campagna per la liberazione di Roxana Saberi; quattro giornalisti di Reporter senza frontiere hanno iniziato uno sciopero della fame per solidarietà con la collega imprigionata nel carcere per detenuti politici di Evin, nella periferia della capitale.
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