Orissa: il governatore Patnaik visita il Kandhamal, ma ignora i cristiani
di Ajaya Kumar Singh
Nella sua visita nel distretto più colpito dalle violenze indù, il Chief Minister non menziona mai la situazione dei cristiani. Delusione e rabbia tra i membri della comunità. “Lo Stato ci ha dimenticato” . Il comportamento di Patnaik “riflette l’atteggiamento abituale dell’amministrazione dell’Orissa contro i cristiani”.
Bhubaneswar (AsiaNews) - Il Chief minister dell’Orissa, Naveen Patnaik (nella foto), non ha usato nemmeno una parola per ricordare i cristiani del Kandhamal in occasione della sua visita nel distretto più colpito dai pogrom indù.
 
Nel suo tour di un giorno, Patnaik ha lanciato un programma sanitario per 60mila studenti del distretto, il Vidyalaya Swasthya Yojana; inaugurato un ostello di una scuola femminile; aperto un Centro per la cura neonatale nell’ospedale distrettuale donando 7 ambulanze e biciclette per tutti i dipendenti; ha annunciato anche lo stanziamento di oltre 300mila dollari per un programma intitolato al padre,  Biju Patnaik ex Chief minister dello Stato, destinato allo sviluppo della rete idrica, stradale ed elettrica del distretto.
 
Il programma della visita di Patnaik ha toccato luoghi legati ai principali problemi del Kandhamal. Ma il Chief minister, che per la seconda volta visitava il distretto, non ha mai menzionato la situazione dei cristiani, che non possono tornare nei loro villaggi di origine e sono sottoposti a continue minacce da parte degli estremisti indù.
 
P. Dibakar Parichha, sacerdote della diocesi di Cuttack-Bhubaneswar che segue le vicende giudiziarie delle vittime dei pogrom, sottolinea che il comportamento di Patnaik è ancor più stridente se si considera che la sua visita nel Kandhamal è avvenuta il 1 ottobre, alla vigilia della giornata della non violenza. “Il Chief Minister – afferma deluso p. Parichha – poteva almeno spendere una parola sulla pace e la riconciliazione di cui il nostro distretto ha molto bisogno. E avrebbe potuto anche incoraggiare i cristiani dicendo loro che lo Stato li ha in mente”.
 
Prasan Bisoi, cattolico di 45 anni e attivista per i diritti umani nel distretto, commenta la visita di Patnaik traendone un’amara conseguenza: “Non ci ha riservato nemmeno una parola. Questo significa che lo Stato ci ha dimenticato”.  Ancor più duro il giudizio di Deobhanja Pradhan, cristiano tribale testimone delle violenze indù, costretto ancora oggi a vivere nascosto. Ad AsiaNews afferma che la mancanza di un minimo richiamo alle persecuzioni “riflette l’atteggiamento abituale dell’amministrazione dell’Orissa contro i cristiani”.
INDIA_ORISSA_navin_patnaik.jpg