L’AIEA vuole “chiarimenti” sul programma nucleare iraniano
Un rapporto dell’agenzia dell’Onu afferma che la vicenda della centrale segreta di Qom “abbassa il livello di fiducia” sull’inesistenza di altri siti. Teheran risponde che il documento è “ripetitivo”. Gli Usa annunciano “pressioni” e anche la Russia, stavolta, potrebbe accedere all’idea di nuove, più dure, sanzioni.
Beirut (AsiaNews) – Le spiegazioni dell’Iran sulla natura e gli obiettivi del suo secondo sito nucleare “richiedono ulteriori chiarimenti”. L’afferma l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) in un rapporto riservato che segue l’ispezione condotta nella centrale dai suoi inviati.
 
Nel documento si dice che la dichiarazione iraniana sulla nuova centrale “abbassa il livello di fiducia” sull’inesistenza di altri siti in costruzione non dichiarati all’Agenzia. Il rapporto fa riferimento al fatto che l’esistenza della centrale, costruita all’interno di una montagna a una ventina di chilometri dalla città santa di Qom, è stata resa nota dalle autorità iraniane solo a settembre, in seguito a rivelazioni di fonte americana. L’AIEA sostiene infatti che anche “la cronologia del suo disegno e della sua costruzione richiede ulteriori chiarimenti”.
 
Quest’ultima affermazione si riferisce al fatto che Teheran ha sostenuto che i lavori per la realizzazione del sito sono iniziati nel 2007, ma foto satellitari dimostrano che sono cominciati nel 2002, sono proseguiti fino al 2004 e ripresi nel 2006. Quanto al motivo della costruzione – il rapporto parla di “domande sul motivo per il quale è stata costruita e come si combina nel programma nucleare iraniano - l’Iran ha detto che la centrale serve come riserva, qualora quella di Natanz venisse bombardata da “qualcuno”.
 
Sul piano tecnico, l’ispezione ha rivelato che la centrale “è stata costruita per contenere circa 3mila centrifughe” per l’arricchimento dell’uranio. Un alto funzionario dell’Agenzia ha spiegato che esse sono sufficienti a consentire all’Iran di costruire in un anno una testata atomica. Al momento, ha aggiunto, non ci sono centrifughe a Qom, ma la centrale “è in uno stato avanzato di costruzione”.
 
Teheran ha reagito al rapporto con l’affermazione del suo capo-negoziatore Ali Asghar Soltaniyeh, che il documento è “ripetitivo” e che l’Iran ha fornito tutte le informazioni sulla centrale ed è tornato a negare che il suo Paese abbia l’obiettivo di realizzare un’arma atomica. “Noi – ha detto ancora – procederemo con l’istallazione dell’equipaggiamento necessario e la centrale potrà entrare in produzione nel 2011”.
 
Le reazioni internazionali al rapporto dell’AIEA sono negative. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ian Kelly, ha dichiarato che “l'Iran continua a rifiutarsi di conformarsi completamente ai suoi obblighi nucleari internazionali” e per questo Washington continuerà a “fare pressioni”. Analogo atteggiamento stanno prendendo gli altri Paesi coinvolti nella trattativa con l’Iran. La stessa Russia, che finora aveva sempre frenato le azioni contro Teheran, ha fatto sapere che “motivi tecnici” non rendono possibile la realizzazione entro l’anno della centrale che essa sta costruendo a Bushehr, nel sud dell’Iran. Affermazione nella quale taluni vedono la “frustrazione” di Mosca per l’atteggiamento assunto dall’Iran. E prende sempre più consistenza la possibilità di un ulteriore inasprimento delle sanzioni internazionali contro Teheran. (PD)
 
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