Chiesa cattolica e comunità internazionale in soccorso ai terremotati di Haiti
Il mondo cattolico raccoglie l’appello lanciato ieri da Benedetto XVI, avviando raccolte fondi. La Banca mondiale annuncia 100 milioni di dollari in aiuti. Il Programma alimentare mondiale chiede 15mila tonnellate di cibo. Tokyo invia una squadra di tecnici specializzati. Libano, Cina, Taiwan e Corea del Sud offrono denaro e generi di prima necessità.
Roma (AsiaNews) – All’indomani dell’appello di papa Benedetto XVI, che ha invocato “la generosità di tutti” e il sostegno della Chiesa cattolica per la popolazione di Haiti colpita dal terremoto, è partita la corsa agli aiuti della comunità internazionale. La Caritas internazionale ha creato una pagina sul proprio sito web per raccogliere fondi. Associazioni ed enti non governativi hanno inviato generi di prima necessità. I governi, la Banca mondiale e il Programma alimentare mondiale (Wfp) hanno stanziato i primi fondi.
 
Caritas internazionale ha allestito tende da campo e distribuito coperte per riparare gli sfollati. Mons. Pierre-André Dumas, presidente di Caritas Haiti, ha lanciato un appello alla “calma e solidarietà”. Il prelato spiega che vi è urgente bisogno di coperte, teli, vestiti, acqua potabile, cibo, medicine, sostegno psicologico e batterie. Il card. Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente di Caritas internazionale, raccoglie l’appello lanciato da Benedetto XVI durante l’udienza del mercoledì e ribadisce “piena solidarietà alla popolazione di Haiti”. La Caritas ha aperto una pagina sul proprio sito internet, attraverso il quale è possibile effettuare donazioni. “Terremoto ad Haiti: Fate una donazione” è il titolo dell’iniziativa di solidarietà avviata.  
 
Fra le molte campagne avviate dai cattolici vi è anche quella di Suor Marcella Catozza, francescana di Busto Arsizio (in provincia di Varese), da anni in missione ad Haiti. Dal sito internet dell’Associazione Kay La, la religiosa ha aperto una pagina per la raccolta di fondi che verranno destinati ai missionari presenti sull’isola.
 
La Banca mondiale ha promesso aiuti aggiuntivi per 100 milioni di dollari al governo di Port-au-Prince. Il Programma alimentare mondiale lavora per raccogliere almeno 15mila tonnellate di cibo, per una popolazione ridotta alla fame già prima della tragedia. La Croce rossa internazionale ha lanciato un appello, chiedendo donazioni per 10 milioni di dollari.
 
La Corea del Sud offrirà beni e generi di prima necessità per un valore di un milione di dollari. Tokyo ha promesso almeno cinque milioni di dollari, oltre a inviare una squadra di tecnici specializzati. In Giappone si registrano circa il 20% dei terremoti più potenti al mondo; entro due settimane gli esperti del Sol levante partiranno alla volta di Haiti, per seguire l’opera di ricostruzione. Solidarietà e promesse di aiuti giungono anche dal premier libanese Saad Hariri, il quale conferma che Beirut “contribuirà agli aiuti internazionali”.
 
La Cina ha inviato una squadra di emergenza, che ha raccolto 10 tonnellate di aiuti. La Croce rossa cinese donerà un milione di dollari per l’emergenza. L’agenzia ufficiale cinese Xinhua riferisce “le condoglianze e la solidarietà” della leadership di Pechino, mentre la popolazione cinese attraverso internet “prega e solidarizza” con la popolazione di Haiti.
 
Taiwan, colpita nei mesi scorsi da un violento terremoto, ha organizzato un team specializzato di 23 persone, con cani addestrati al ritrovamento di sopravvissuti fra le macerie. Il presidente Ma Ying-jeou ha ordinato assistenza immediata alla repubblica caraibica, uno dei Paesi con cui Taiwan ha rapporti diplomatici; ieri il Ministero degli esteri ha confermato donazioni per 200mila dollari al governo di Port-au-Prince.(DS)
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