Vietnam, rapporto Usa: la salute di p. Van Ly è in “rapido deterioramento”
di J.B. An Dang
La Commissione statunitense sulla libertà religiosa denuncia l’aggravarsi delle condizioni psicofisiche del sacerdote cattolico. Il regime comunista ha inasprito violenze e repressioni contro gli attivisti per la democrazia e i diritti umani. P. Van Ly: pregate per me e per le vittime delle persecuzioni comuniste.
Ho Chi Minh City (AsiaNews) – La Commissione Usa sulla libertà religiosa denuncia le gravi condizioni di salute di p. Thadeus Nguyen Van Ly. Il 63enne sacerdote, uno dei più importanti prigionieri politici del Paese, ha trascorso 15 anni in carcere per la sua battaglia a difesa dei diritti umani. “Mai come ora – si legge in un rapporto pubblicato di recente – le sue condizioni psicofisiche sono in rapido deterioramento”.
 
P. Van Ly, originario della parrocchia di Nguyet Bieu, nella diocesi di Hue, è stato condannato il 30 marzo 2007 a otto anni di prigione e cinque di residenza sorvegliata, con l’accusa di essere all’origine di un movimento per la democrazia, chiamato “Blocco 8406”, sorto nell’aprile 2006, che ha duemila aderenti, e di sostenere gruppi illegali quali il Partito progressista del Vietnam.
 
In precedenza egli aveva già trascorso 14 anni in carcere – tra il 1977 e il 2004 – per le sue battaglie in difesa della libertà di religione e dei diritti umani nel Paese comunista. L’immagine del sacerdote ammanettato davanti ai giudici, con la bocca tappata da un poliziotto, mentre protestava contro le persecuzioni del regime comunista lo ha reso famoso in tutto il mondo.
 
Tra le dozzine di prigionieri politici rinchiusi nelle carceri vietnamite per la presunta “attività di propaganda contro lo Stato”, il caso di p. Van Ly è forse il più controverso e infamante. Dal momento della condanna, il sacerdote non ha più avuto contatti con il mondo esterno eccettuate le guardie carcerarie e visite occasionali dei familiari. Egli è stato più volte colpito da ictus ed è parzialmente paralizzato in una metà del corpo; un handicap acuito dalla mancanza di cure mediche.
 
Attivisti per i diritti umani denunciano un aumento nei processi e nelle condanne del regime comunista contro membri che si battono per la democrazia e la libertà di parola in Vietnam. Una misura repressiva legata, forse, al congresso del Partito nazionale in programma all’inizio del 2011. Negli ultimi p. Van Ly si è rifiutato di collaborare con il personale medico del carcere, perché non crede nella professionalità dei dottori inviati dallo Stato. Una decisione che vale anche come protesta contro quella che definisce “ingiusta detenzione”.  
 
Durante l’ultima visita, che risale al primo febbraio scorso, i familiari del sacerdote hanno riferito di “scoppi emotivi”. Egli ha inoltre annunciato uno sciopero della fame per protestare contro “l’estrema crudeltà del governo”. P. Van Ly ribadisce al contempo il sostegno agli altri prigionieri politici e la comunione con la Chiesa cattolica nella battaglia “per la giustizia e la libertà religiosa”. “Chiede di pregare tutti giorni – conclude il rapporto Usa – per le vittime delle persecuzioni comuniste e di pregare per lui”.
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