Vertice fra governo e “camicie rosse” sulla crisi politica in Thailandia
di Weena Kowitwanij
Abhisit Vejjajiva incontra il leader del movimento di protesta per cercare una soluzione condivisa. I leader anti-governativi chiedono lo scioglimento del Parlamento ed elezioni entro due settimane. Il Primo Ministro vuole prima emendare la Costituzione del 2007.
Bangkok (AsiaNews) – Il premier thai Abhisit Vejjajiva e i leader dell’opposizione hanno avviato una due giorni di incontri, per risolvere la crisi politica attraversata dal Paese. Il primo faccia a faccia è avvenuto ieri, è stato trasmesso in diretta tv, e si è concluso con un nulla di fatto. Nel tardo pomeriggio di oggi, alle 6 ora locale, al rientro della visita lampo del premier in Brunei, riprende la seconda tornata di dialoghi.
 
I manifestanti anti-governativi guidati dallo United Front for Democracy against Dictatorship (Udd), che da oltre due settimane occupano in modo pacifico alcune strade di Bangkok, chiedono lo scioglimento del Parlamento entro due settimane e l’indizione di nuove elezioni. In caso contrario, aggiungono, la protesta continuerà ad oltranza.
 
Le “camicie rosse”, fedeli all’ex premier in esilio Thaksin Shinawatra, denunciano l’illegittimità dell’esecutivo guidato da Abhisit, salito al potere inseguito a un colpo di mano dei militari e la seguente cacciata di Thaksin.
 
Alla vigilia dell’incontro il Primo Ministro thai annunciava una nuova pagina politica nel Paese: “Vogliamo essere testimoni – è il commento di Abhisit – che idee diverse posso convivere in modo pacifico, se si usa la ragione per risolvere i problemi comuni”. Il faccia a faccia di ieri è durato tre ore e ha visto contrapposti tre esponenti dell’opposizione, fra cui il presidente Udd Veera Musikhapong, e tre membri dell’esecutivo, guidati dal premier thai.
 
Il leader delle proteste anti-governo punta il dito contro il colpo di Stato del settembre 2006, che ha determinato la cacciata di Thaksin, creando profonde divisioni in seno alla società thai. “Chiediamo al premier di sciogliere il Parlamento – spiega Musikhapong – entro due settimane e indire nuove elezioni”. Abhisit risponde che è preferibile “emendare la Costituzione del 2007” e poi tracciare “le linee guida per nuove elezioni”. “State certi – aggiunge il premier – che se sciogliere il Parlamento aiuterà a risolvere il problema, sono disposto a farlo”.
 
Il vertice fra governo e opposizione è seguito con attenzione anche da leader religiosi, politici e analisti del Paese. Kotom Araya, direttore di Research and Peace Development Center all’università di Mahidol, sottolinea che “se entrambe le parti vogliono portare la pace nel Paese” devono focalizzare le loro attenzioni sul bene comune.
 
Un sondaggo compiuto fra i cittadini mostra inoltre che il 74,7% delle persone non vuole lo scioglimento del Parlamento, “se prima non vengono fissati leggi e regolamenti” condivisi da entrambe le parti. Parinda Theavanaruemitkul, vice-rettore alla Thammasat University, conferma: “nessuna data sullo scioglimento del Parlamento, se eleggiamo il nuovo governo con la Costituzione del 2007 scoppieranno nuove polemiche”.
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