Sri Lanka, 1° maggio tra disoccupazione e sfruttamento
di Melani Manel Perera
In tutto il Paese raduni, marce, convegni e messe per celebrare la giornata mondiale dei lavoratori. P. Reid Shelton Fernarndo sacerdote e coordinatore del Young Christian Workers, racconta la situazione dei lavoratori, privi di diritti e in balia del potere politico e in che modo la Chiesa può risolvere questo problema.

Colombo (AsiaNews) – Con raduni, marce e celebrazioni religiose organizzate in tutto il Paese, la popolazione dello Sri Lanka celebra il 1° Maggio. Questa mattina mattina mons. Malcom Ranjith, arcivescovo di Colombo ha benedetto gli equipaggi e le barche dei pescatori, tradizionali simbolo del Paese, mentre la chiesa anglicana ha organizzato una messa speciale per tutti i lavoratori dello Sri Lanka presso la chiesa di S. Miguel a Pollwatte (Colombo).

La giornata avviene a poche settimane dalle elezioni parlamentari, vinte dalla United People’s Freedom Alliance (Upfa) del presidente Rajapaksa. In un comunicato alla Nazione egli ha sottolineato i problemi che ancora affliggono i lavoratori, come disoccupazione, bassi salari e sfruttamento.   

AsiaNews ha chiesto a p. Reid Shelton Fernando, sacerdote e coordinatore del Young Christian Workers (Ycw) e del Christian Workers Movement, un’opinione sull’attuale condizione dei lavoratori dello Sri Lanka e come la Chiesa intende aiutarli.

Perché il lavoro è così importante?

Il lavoro è importante perché fa parte della vita umana e ci ricorda la creazione del mondo. Esso non deve essere più considerato dall’uomo come un motivo di vergogna o come una punizione divina, ma come qualcosa di positivo, che dà dignità alla persona e non è contro l’umanità.

Qual’è la sua impressione rispetto alla condizione dei lavoratori dello Sri Lanka? Come cristiani, possiamo essere soddisfatti di questa situazione?

In questi ultimi anni la situazione dei lavoratori è peggiorata. Nel passato essi avevano un loro prestigio ed erano rispettati e i sindacati avevano potere all’interno dello Stato. Tutto oggi gravita intorno ai partiti e le divisioni politiche non fanno che peggiorare la situazione dei lavoratori. Inoltre nel processo di globalizzazione essi hanno solo un ruolo marginale. Mentre prima erano considerati come soggetti attivi, ora essi sono solo una merce e hanno perso la loro dignità. In Sri Lanka vi sono continue violazioni dei diritti dei lavoratori, che sono ormai utilizzati solo per appoggiare i partiti politici e i blocchi di potere.

In questa situazione  i cristiani non possono essere soddisfatti di questa situazione. Sono preoccupato che molti cristiani non si rendano conto dei pericoli derivanti da questo problema. Senza un’appropriata analisi sociale nessuno può prendere una posizione.

Cosa può fare la Chiesa?

La Chiesa può fare molte cose e deve essere la prima a dare il buon esempio. Esse deve badare anzitutto ai suoi impiegati, ponendosi come modello per le altre realtà. Inoltre occorre sostenere e promuovere i movimenti dei lavoratori come l’Ycw e Cwm.  

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