India, nuove strade, ponti, centrali per 8,4 miliardi di euro
Sviluppare infrastrutture e attirare investimenti, per proseguire la crescita e far uscire dalla povertà 828 milioni di persone. Molte strade sono ancora a una corsia e con fondo sconnesso, manca l’elettricità. Ma occorrono fondi che il governo non ha.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – L’India vuole realizzare nuove infrastrutture per 500 miliardi di rupie (circa 8,4 miliardi di euro) chiedendo un finanziamento internazionale, ad enti come la Banca mondiale. Il progetto è rivelato da Montek Singh Ahluwalia, vicepresidente della Commissione indiana di Pianificazione, ed è ancora nella fase di studio, ma dimostra la decisione di migliorare strade, ponti e centrali energetiche.

Le infrastrutture dell’India sono considerate di qualità peggiore rispetto a Paesi flagellati da anni di guerra come lo Sri Lanka. Nella speciale graduatoria dell’Indice di Competitività Globale redatto dal Forum Economico Mondiale è all’89° posto su 133 Stati. Nel bilancio 2009 lo Stato ha investito in nuove infrastrutture il 6,5% del Prodotto interno lordo, rispetto all’11% della Cina. La spesa pro capite per lo sviluppo delle città è di 17 dollari l’anno, circa il 15% di quanto investe Pechino, e questo nonostante il Paese conti 68 città con oltre un milione di abitanti, 13 oltre i 4 milioni e 6 megalopoli oltre i 10 milioni, per il cui sviluppo sono essenziali moderne infrastrutture. Peraltro l’insufficienza di strade, ferrovie, centrali energetiche è un grave ostacolo agli investimenti esteri di cui il Paese ha bisogno per raggiungere la prevista crescita del 10% annuo, per far uscire dalla povertà 828 milioni di persone che oggi vivono con meno di 2 dollari al giorno. Il trasporto merci avviene per il 65% su strada e molte strade sono a corsia unica e con il fondo irregolare, così da costringere i pesanti autocarri a una velocità non superiore a 20 chilometri orari, per coprire tragitti di centinaia e migliaia di chilometri.

Obsolete anche le strutture portuali: il tempo medio per caricare e scaricare una nave da carico nei porti indiani è di circa 96 ore, 10 volte superiore che a Hong Kong.

Il Paese produce pure circa il 10% di elettricità in meno rispetto al fabbisogno.

Montek Singh Ahluwalia in una relazione di marzo ha indicato che l’India ha bisogno di almeno 1.000 miliardi di dollari di investimenti tra il 2012 e il 2017, per proseguire il proprio sviluppo.

Prasanna Ananthasubramaniam, esperto economico di Mumbai, ha commentato all’agenzia Bloomberg che “questo fondo è solo un buon inizio”, perché simili fondi hanno bisogno di fonti certe di rientro e non possono coprire i rischi di simili progetti.

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