Vescovo di Huê: "La nuova legge sulle religioni non dà libertà"

Mons. Nguyên Nhu Thê: "Siamo sempre nell'ordine del 'chiedere e permettere'. Pregate per la nostra Chiesa". Un missionario espulso dal Vietnam: "Il governo vuole controllare anche il sentimento religioso".


Huê (AsiaNews) - I nuovi ordinamenti sulla libertà religiosa varati dal governo di Hanoi non soddisfano i vescovi cattolici. Essi non danno libertà alla Chiesa e non permettono di organizzarne la vita. "Si resta sempre in un sistema di permessi e di concessione" che non prevede piena libertà religiosa. Lo afferma ad AsiaNews mons. Etienne Nguyên Nhu Thê, vescovo di Huê (Vietnam centrale), che ha chiesto ai cattolici di tutto il mondo di "pregare per la Chiesa in Vietnam".

Secondo mons. Nguyên Nhu Thê, la legge sulle credenze e le religioni "non segna un'apertura sufficiente" per la piena libertà religiosa nel paese, perché "restiamo dentro un principio contrario alla libertà religiosa: quello di chiedere permesso e ottenere concessioni dal governo" in tema di libertà di credo e di culto.

Per la legge, che entrerà in vigore il 15 novembre, "bisogna sempre domandare al governo la possibilità di fare ogni cosa: se il governo non dà il permesso, non si può fare niente". Di conseguenza "la Chiesa non può organizzarsi come dovrebbe". "Non abbiamo il diritto di organizzarci come vorremmo, bisogna sempre essere autorizzati in ogni scelta e decisione: per questo non c'è ancora piena libertà".

Le critiche dell'arcivescovo di Huê sono condivise da tutto l'episcopato. Durante l'assemblea generale di fine settembre, la Conferenza episcopale vietnamita ha scritto una lettera all'Ufficio degli Affari religiosi del governo di Hanoi affermando che "la nuova legge sulla vita religiosa è ancora inscritta in un sistema di 'richiesta e concessione' in tema di libertà religiosa. Questa situazione non è ancora quella di una piena libertà, perché si è ancora sotto controllo".

Mons. Nguyên Nhu Thê ha concluso l'intervista ad AsiaNews chiedendo ai cattolici di tutto il mondo di pregare "per i cattolici e la Chiesa in Vietnam".

Altri vescovi, interpellati da AsiaNews, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, per timore di rappresaglie da parte del governo.

La legge sulle credenze e le religioni "è ancor più restrittiva delle precedenti norme". Questo il giudizio di padre André Maïs, delle Missions Etrangères de Paris (MEP), per molti anni missionario in Vietnam, poi espulso dal governo di Hanoi per la sua attività evangelizzatrice.

Secondo il missionario francese "la legge aumenta il controllo statale sulla libertà religiosa. Essa vuole controllare il sentimento religioso in quanto tale". Secondo p. Maïs, in Vietnam c'è dunque un restringimento liberticida verso le religioni e un netto peggioramento per la libertà religiosa: "Finora si voleva controllare la pratica pubblica dei vari culti. Ora si decide di determinare direttamente il sentimento religioso delle persone". (LF)
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