Sri Lanka, villaggi distrutti, persone cacciate per far posto a strutture turistiche
di Melani Manel Perera
Il 17 luglio scorso, uomini armati con il volto coperto hanno distrutto le case dei villaggi di Panama e Ragamvila. I due villaggi si trovano sulla costa. Polizia e soldati occupano i territori e non fanno ritornare i proprietari. Gli abitanti accusano: “Il governo ruba le nostre terre per creare un’area turistica”.

Ampara (Asianews) – Colombo espropria le terre degli abitanti dei villaggi di Ragamvila e Panama, nella provincia di Ampara, nel nord-est dello Sri Lanka, per incrementare il turismo nella zona. È l’accusa che gli abitanti dei due villaggi hanno esposto davanti al Tribunale del popolo (Ppt, Permanent People’s Tribunal) lo scorso 1° agosto.

 I Ppt sono stati istituiti a luglio dal network Prajaabhilasha, che fa parte del National Fisheries Solidarity Movement. Si occupano di problemi legati alla terra e raccolgono i casi più gravi di espropriazione, con l’obiettivo di denunciarli davanti all’opinione pubblica e alle corti di giustizia.

 I villaggi di Panama e Ragamvila si trovano vicini alla costa, ma il turismo nella zona è stato danneggiato dalla guerra tra governo e Ltte (Tigri tamil), terminata nel maggio 2009. Colombo espropria terre e distrugge foreste per costruire stabilimenti e incrementare il turismo nelle aree colpite dalla guerra.

 Nella notte del 17 luglio scorso, uomini armati con il volto coperto hanno attaccato i villaggi di Ragamvila e Panama. Essi hanno dato fuoco a molte case, distrutto il tempio del villaggio e cacciato gli abitanti. Dopo l’attacco, polizia e soldati dell’esercito hanno occupato i territori e i residenti non possono ritornare.

 Nei villaggi vivono insieme 35 famiglie tamil e singalesi. Alcuni abitanti, che vogliono restare anonimi, hanno dichiarato ad AsiaNews: “Condanniamo l’atto ingiusto della polizia che ruba le nostre terre. Abitiamo qui da 20 anni e coltiviamo gli alberi di noci di cocco e anacardi. È la nostra unica fonte di sostentamento. Il governo non pensa alle nostre vite, vuole solo incrementare il turismo nella zona”.

 Il 27 luglio scorso, i residenti dei due villaggi hanno protestato per le strade ed Edision Gunatilake, vice-ispettore generale per l’est dello Sri Lanka, ha promesso che li incontrerà per discutere del problema. Ad oggi, però, non ha ancora fissato un incontro.

 Un giudice del Ppt ha dichiarato ad AsiaNews: “È grave che la terra sia stata rubata con la protezione della polizia. Le persone che vivono sulla costa sono in serio pericolo, perché in ogni momento possono essere cacciate dalle loro case”. Herman Kumara, segretario generale del World Forum for Fisher People, ha lanciato un appello: “Esortiamo i politici e gli investitori a fermare l’esproprio delle terre e le violazioni dei diritti degli abitanti”.

SRI_LANKA-Villaggi_distrutti.jpg