Sacerdote indù: Madre Teresa un esempio di amore per tutti noi
di Santosh Digal
Swami Shantatamanda ha conosciuto Madre Teresa 15 anni fa, poco prima della sua morte. Di lei ricorda la semplicità, l’amore verso i più poveri e conserva ancora un piccolo foglio con alcune preghiere scritte dalla religiosa. Membro di un'organizzazione filantropica indù, il sacerdote promuove il dialogo interreligioso attraverso l’aiuto ai bisognosi.

New Delhi (AsiaNews) – Per tutta la sua vita Madre Teresa ha servito i più poveri tra i poveri, cercando il volto di Gesù in tutte le persone che incontrava senza distinzione di fede. In occasione del primo anniversario della nascita della religiosa, che si celebrerà domani 26 agosto, Swami Shantatamanda, sacerdote indù, racconta ad AsiaNews il suo incontro con Madre Teresa. Membro della Rama Krishna Mission, organizzazione filantropica indù, il sacerdote collabora da anni con le missionarie della Carità e promuove il dialogo interreligioso attraverso l’aiuto ai bisognosi.    

Quando è avvenuto il suo incontro con Madre Teresa?

Il mio primo incontro con Madre Teresa è avvenuto circa 15 anni fa. All’epoca un ricco britannico di religione indù, aveva scelto di donare tutte le sue ricchezze alla Rama Krishna Mission, che a Calcutta coinvolge insieme sacerdoti indù e missionarie della Carità. Alla morte dell’uomo la somma sarebbe stata intestata a entrambe le realtà, ma le tasse da pagare erano troppo alte, così Madre Teresa venne nella nostra sede di Calcutta per comprendere insieme a me il da farsi. In quell’occasione mi disse: “Intestate la donazione solo alla vostra associazione, poi divideremo a metà l’ammontare”. Noi accettammo il suo consiglio. Infatti, la Rama Krishna Mission era già presente in Gran Bretagna e questo ci avrebbe favorito nella detrazione fiscale.

Una volta incassata la somma, mi recai dalle missionarie della Carità di Calcutta, per consegnare a Madre Teresa quanto gli spettava. Mentre gli consegnavo il denaro mi disse: “Fratello, tutto ciò che fai per te, ti prego fallo anche per noi”. Io restai molto colpito da quelle parole. Prima di andare via, mi diede un piccolo foglio, con frasi e preghiere scritte di suo pugno, che ancora conservo. In quell’occasione mi colpì anche la sua semplicità e la grandezza del suo servizio.      

C’è differenza nel concetto di servizio fra indù e cristiani?

In tutte le tradizioni religiose, chi serve i più deboli lo fa per rendere il mondo un posto migliore, come ha mostrato Madre Teresa. Noi, come sacerdoti indù e membri della Rama Krishna Mission, compiamo il nostro servizio con l’obiettivo di aiutare le persone e noi stessi. Madre Teresa lo ha fatto per tutta la sua vita. Tutti noi, dovremmo seguire il suo esempio, soprattutto nell’amore e nell’aiuto alle persone più povere.

Avete ancora contatti con le missionarie della Carità?

Si. Vogliamo allargare la nostra rete di dialogo interreligioso con le Missionarie della Carità e la Chiesa, per impostare le nostre relazioni su un terreno comune. Invitiamo le missionarie della Carità, altri ordini religiosi, vescovi e sacerdoti a fare visita alla nostra associazione, per trovare insieme una via che aiuti lo sviluppo della società e promuova l’armonia tra le religioni.

 

 

 

 

 

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