Netanyahu propone dialoghi di pace diretti ogni due settimane
Sono l’unico modo per risolvere i problemi in Medio oriente. I palestinesi promettono di far saltare gli incontri se Israele non rinnoverà il congelamento degli insediamenti in Cisgiordania. L’Unione Europea critica Tel Aviv per la condanna di Abdullah Abu Rahmeh, attivista pro diritti umani.

Tel Aviv (AsiaNews/Agenzie) - Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, vuole condurre i dialoghi di pace tra Israele e Palestina, incontrando di persona ogni due settimane Mahmoud Abbas, presidente palestinese.

 La proposta, messa a punto dal premier e dai suoi uomini ieri sera, verrà fatta presentata il 2 settembre, quando cominceranno i dialoghi di pace a Washington. “In Medio oriente, negoziati seri richiedono incontri diretti, discreti e costanti tra i leader sulle problematiche principali.”.

 I palestinesi hanno però avvertito Tel Aviv che se non rinnovano il congelamento delle costruzioni negli insediamenti israeliani in Cisgiordania, non ci sarà nessun dialogo di pace. Il congelamento, cominciato nel novembre 2009 per una durata di 10 mesi, non è stato del tutto attuato da Israele, visto che dopo l’entrata in vigore della moratoria è cominciata la costruzione di almeno 600 alloggi illegali nella West Bank e a Gerusalemme est.

 Intanto l’Unione Europea ha criticato Tel Aviv per la condanna a diversi anni di prigione di Abdullah Abu Rahmeh, attivista palestinese per i diritti umani, arrestato a dicembre per aver protestato in modo pacifico contro la costruzione del muro attorno alla West Bank.

 La costruzione, cominciata nel 2002, è stata dichiarata illegale dalla Corte internazionale di giustizia nel 2004. Israele ha sempre sostenuto che la “barriera di sicurezza” serve ad evitare che avvengano attacchi suicidi.