Il senato francese vara la legge che vieta il burqa in pubblico
Tiepide – per ora – le reazioni del mondo islamico. Apprezzamento dalle donne, che l’approvano come una scelta per la modernità. La legge avrà ora sei mesi di “pedagogia”, poi vi saranno multe per 150 euro a chi si copre il volto; di 30 mila euro per chi obbliga a coprire il volto.
Parigi (AsiaNews/Agenzie) – Il senato francese ha approvato la legge che proibisce di indossare in pubblico il burqa o il niqab, che coprono il volto in modo integrale. Finora le reazioni dal mondo islamico sono piuttosto tiepide.
 
La legge, già approvata dal parlamento due mesi fa, è passata ieri per 246 voti favorevoli e uno solo contrario.  In generale la sinistra si è astenuta giudicandola “incostituzionale” e per timore di perdere gli appoggi del mondo islamico.
 
Il divieto di coprire il volto in pubblico (senza riferimenti precisi all’islam) ha ora sei mesi di “mediazione” e “pedagogia” per aiutare le donne a comprenderne il valore. In seguito, dall’aprile 2011, ogni donna che si copre il volto sarà multata per 150 euro. Chi obbliga una donna a coprirsi sarà multato per 30 mila euro.
 
Leggi simili sono in discussione in Belgio, Spagna e in alcune zone dell’Italia. Si calcola che in Francia le persone che usano il burqa siano 1900.
 
Finora le reazioni del mondo islamico sono state piuttosto tiepide. Alcuni commenti individuali su siti arabi difendono l’uso del velo integrale come una scelta personale e religiosa, su cui lo Stato non ha diritto di intervenire. Ma commenti di alcune donne (musulmane?) esaltano la scelta come una proposta di modernità. Michele Alliot-Marie, ministro francese della giustizia, sostenitrice della legge, ha dichiarato che essa non è contro le religioni. “La Francia – ha detto – patria della laicità, garantisce il rispetto per tutte le religioni, ma nascondere la faccia sotto un velo integrale è contro l’ordine sociale pubblico, sia che esso sia forzato o volontario”.
 
Il presidente del Consiglio degli ulema indonesiani, Amidhan, ha dichiarato di essere contro la legge, ma che essa non è molto importante, nemmeno per l’Indonesia, dove non c’è la tradizione del burqa.
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