Seguace di Falun Gong bloccata all'aeroporto

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – I funzionari dell'ufficio immigrazione hanno impedito l'ingresso ad Hong Kong ad una seguace della setta Falun Gong, accusata di resistenza e di aggressione a pubblico ufficiale durante una protesta nel 2002.

Jenny Lee è arrivata ad Hong Kong ieri pomeriggio proveniente da New York; i funzionari dell'ufficio immigrazione l'hanno bloccata all'aeroporto e le hanno confiscato i biglietti. La donna ha chiamato Lu Jie, anch'essa praticante del gruppo religioso, e le ha raccontato tutti i particolari della vicenda. Ella si è recata ad Hong Kong per visitare suo figlio e per capire a che punto si trovi il processo a suo carico, prima di tornare in Nuova Zelanda. 

Al momento non si sa dove si stata rinchiusa Jenny Lee: il Dipartimento dell'immigrazione di Hong Kong non ha fornito informazioni sulla sorte della donna e Stephen Wong, vice console neozelandese, attende informazioni dalle autorità competenti.

Nel governatorato è ammessa la pratica del culto, sebbene la Cina abbia bandito il gruppo religioso Falun Gong perché ritenuto un culto malvagio. Seguaci della Falun Gong , insieme a esponenti politici e personalità del mondo religioso, denunciano pressioni da parte del governo di Pechino, mirate alla messa al bando della pratica del culto anche a Hong Kong.

Jenny Lee è uno dei membri del gruppo colpevoli di resistenza in pubblico, durante una protesta davanti agli uffici dei rappresentanti cinesi ad Hong Kong nel 2002. I membri della Falun Gong affermano che le accuse sono motivate da ragioni politiche.

I membri del gruppo religioso hanno fatto ricorso in appello e hanno visto cadere l'accusa di resistenza pubblica, ma alcuni di loro (fra i quali Jenny Lee) devono affrontare accuse più gravi, come resistenza e aggressione a pubblico ufficiale.

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