Liu Xia torna su internet: “Siamo ostaggi, abbandonati da tutti”
La moglie del dissidente cinese Liu Xiaobo è agli arresti domiciliari (senza alcuna motivazione giuridica) da più di quattro mesi. In una chat online si confida con un amico ed esprime tutta la sua disperazione.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Liu Xia e tutta la famiglia del Premio Nobel per la pace Liu Xiaobo “si sentono miserevoli ostaggi, che nessuno può aiutare”. Lo ha detto la stessa donna - agli arresti domiciliari sin dall’assegnazione del Premio al marito - nel corso di una conversazione online con un amico. Da quattro mesi, senza alcuna giustificazione giuridica, le autorità cinesi non permettono a Liu Xia di uscire di casa.

Liu Xiaobo, 55 anni, è famoso in tutto il mondo per aver redatto e distribuito “Carta 08”, un manifesto democratico che chiede riforme politiche e sociali al governo cinese. Dopo la pubblicazione del testo, è stato arrestato e condannato a 11 anni di reclusione per “sovversione anti-statale”. Alcuni mesi dopo, in ottobre, il Comitato per il Nobel di Oslo ha annunciato di averlo insignito del Premio per la pace: alla cerimonia di consegna, la sua sedia è rimasta vuota.

La famiglia del dissidente ha subito lun trattamento analogo. Liu Xia non esce di casa da quasi cinque mesi e le sue comunicazioni sono limitatissime. Dal 16 dicembre al marito è stato persino vietato qualsiasi incontro con i propri familiari, nonostante la legge cinese garantisca le visite mensili ai carcerati. La moglie è riuscita invece a contattare un amico su internet lo scorso giovedì, giorno della Lanterna (l’ultimo giorno del Capodanno lunare).

Per un totale di cinque minuti di conversazione, riportate dal Washington Post, Liu ha detto all’amico Hu Ping di sentirsi “miserevole” e “un ostaggio”. Ha concluso con amarezza: “Non vedo più lui [riferito al marito in galera] e credo che nessuno possa più aiutarci”.

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