Mons. Saldanha: Cristo risorto, fonte di “gioia e speranza” per i cristiani pakistani
L’arcivescovo emerito di Lahore sottolinea che i fedeli festeggeranno in modo “discreto, ma carico di gioia”. Il timore di attentati e la crisi economica spingono i cristiani a celebrare senza grandi fasti. Alcune famiglie trascorreranno la Pasqua nei campi, per un raccolto che si annuncia “eccezionale” e per limitare “il problema della fame”.
Lahore (AsiaNews) – I cristiani pakistani celebreranno i riti e le festività della Pasqua “con grandissima gioia e speranza”, pur fra misure di sicurezza “rigorose” nel timore di possibili attentati che “ovviamente nessuno si augura”. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Lawrence John Saldanha, arcivescovo emerito di Lahore (Punjab) ed ex presidente della Conferenza episcopale pakistana, impegnato nelle celebrazioni del triduo pasquale. Il prelato aggiunge inoltre che “l’alto costo della vita” e gli stipendi bassi spingono la gente a festeggiare senza grandi fasti, in modo “discreto, ma carico di gioia”.
 
I cristiani in Pakistan si avvicinano alla Pasqua desiderosi di partecipare alle celebrazioni, pur fra difficoltà e paure di nuove violenze. Il crescente fondamentalismo è causa di discriminazioni e persecuzioni verso la minoranza, cui si aggiunge una situazione di crisi generale attraversata dal Paese. Attacchi bomba, mancanza di energia elettrica, aumento dei prezzi e disoccupazione contribuiscono a peggiorare il quadro della situazione; le persone si sentono insicure persino nelle loro case.
 
“I cristiani celebreranno la Pasqua con grandissima felicità e speranza” conferma ad AsiaNews mons. Saldanha, arcivescovo emerito di Lahore. Il prelato sottolinea che i fedeli “metteranno da parte tutte le paure e si uniranno alle gioiose celebrazioni” legate alle festività. Egli aggiunge inoltre che “certamente, le misure di sicurezza saranno rigorose e ci auguriamo che non avvengano attacchi violenti” contro obiettivi cristiani.
 
Tuttavia, il prelato spiega che “questa è stagione di raccolta e molte famiglie sono impegnate nel duro lavoro della mietitura del grano”. Le previsioni, aggiunge mons. Saldanha, parlano di “raccolta eccezionale” per il 2011 e la cronica carenza di cibo “potrebbe spingere alcune famiglie, colpite dalla fame, a non partecipare alla messa pur di raccogliere un po’ di cibo” necessario al sostentamento.
 
“La Pasqua – prosegue l’arcivescovo emerito di Lahore – significa nuova vita e rinnovate speranze per i cristiani pakistani. Certo, la festa non ha lo stesso fascino che riveste il Natale. A questo si aggiunge il problema legato al caro-vita, che rende difficile l’allestimento di grandi celebrazioni”. Secondo mons. Saldanha i cristiani vivranno la risurrezione di Cristo in modo “discreto ma carico di gioia”, vissuto soprattutto “all’interno della cerchia familiare”.(DS)
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