Jakarta: 15 anni ad Abu Bakar Baasyir. E lui: "Verdetto contrario alla shariah"
di Mathias Hariyadi
I giudici lo hanno condannato per aver finanziato un centro di addestramento per terroristi. Il pubblico ministero aveva chiesto l'ergastolo. Per il leader estremista è un "verdetto inaccettabile", perché contro "la legge islamica". Il suo era solo un luogo per "approfondire la fede". Imponenti misure di sicurezza nel timore di attentati.
Jakarta (AsiaNews) - "Questo verdetto è inaccettabile, ecco perché mi oppongo con forza alla sentenza". Sono le prime parole del leader islamico indonesiano Abu Bakar Baasyir, 72 anni, dopo la condanna a 15 anni di prigione, comminata stamane dai giudici del Tribunale distrettuale di South Jakarta. Egli ha aggiunto di essere stato "messo all'angolo e criminalizzato" per azioni che "non ho mai commesso" e lancia un monito: "questo verdetto è contrario alla shariah - la legge islamica - e non posso accettarlo perché per me è contro le regole".

Questa mattina in Indonesia si è chiuso il processo a carico del controverso leader islamico, accusato di avere fornito fondi a gruppi terroristi in Aceh, collegati ad al-Qaeda. Egli si è sempre dichiarato non colpevole e ha accusato gli Stati Uniti e i suoi alleati di usarlo come capro espiatorio. In passato Bashir è stato già condannato a 2 anni e 6 mesi per le bombe di Bali, che nel 2002 hanno ucciso almeno 202 turisti esteri e ferito centinaia di persone. Ha scontato 26 mesi in carcere, prima di uscire per buona condotta.

Per la sentenza erano attesi migliaia di sostenitori di Bashir, soprattutto da Surakata, Java centrale, dove è attiva la pesantren (istituto islamico di istruzione) di Bashir. Durante il dibattimento in aula, fra imponenti misure di sicurezza nel timore di attentati, Abu Bakar Baasyir ha mantenuto un atteggiamento freddo, ma allo stesso tempo fermo nel difendere le proprie idee sulla shariah. E respinge la condanna inflitta dai giudici a 15 anni di reclusione.

La corte era presieduta dal giudice capo Herry Swantoro; al processo hanno assistito membri della società civile e di movimenti contrari alla violenza, insieme a giornalisti locali e delle testate internazionali.

Il tribunale ha inflitto una condanna molti più lieve, rispetto alla richiesta di ergastolo formulata dal pubblico ministero durante la requisitoria finale. Tuttavia, i legali del leader islamico hanno confermato che ricorreranno in appello contro la sentenza. Fra i capi di imputazione più gravi, quello secondo cui Baasyir avrebbe guidato e finanziato un campo di addestramento per fondamentalisti nella provincia di Aceh.

Baasyir ribatte che il centro è solo un luogo per "approfondire la pratica di fede", ribattezzato secondo la terminologia islamica i’dad o ibadah. E, a suo avviso, "questo non è un atto di terrorismo". Per i giudici, invece, egli avrebbe raccolto almeno 1,9 miliardi di rupie indonesiane (circa 220mila dollari) per finanziare il gruppo terrorista Jamaah Anshorut Tauhid (Jat). Nel centro sarebbero transitati diversi esponenti del fondamentalismo islamico, fra cui Dulmatin - alias Yahyah Ibrahim or Joko Pitono - ucciso in un raid della squadra antiterrorismo indonesiana nel marzo 2010 (cfr AsiaNews, 09/03/2010 Tre morti in un raid antiterrorismo. Uccisa una delle menti della strage di Bali).

Infine, il tribunale ha stabilito che il progetto di creare un centro di addestramento paramilitare, per giovani terroristi, ha coinvolto membri di primo piano del Jat, il movimento di Baasyir, fra cui personaggi del calibro di Lutfi Haidaroh, alias Ubaid o Abu Tholut, e Muzayyin, alias Mustaqim.
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