Andhra Pradesh: arrestati 5 cristiani per false accuse, liberi i loro aggressori
Avevano scritto “Gesù ci salva” vicino a un tempio indù. Per Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), l’apatia delle autorità incoraggia gli estremisti indù ad aggredire la minoranza cristiana. È il terzo caso dall’inizio di giugno in Andhra Pradesh.
Mumbai (AsiaNews) – È “sempre più allarmante” vedere cristiani arrestati e incarcerati per false accuse, mentre i loro aggressori restano liberi e impuniti. È il commento di Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), all’ennesimo arresto di cinque cristiani, fermati dalla polizia dello Stato con la falsa accusa di conversioni forzate. Si tratta del terzo caso dall’inizio di giugno in Andhra Pradesh

Lo scorso 4 agosto alcuni radicali indù hanno aggredito cinque cristiani della Chiesa pentecostale di Little Flock a Ramagundam (distretto di Karim Nagar). In una pausa dalla funzione a cui stavano partecipando, uno di loro ha scritto “Gesù ci salva” su una roccia, non sapendo di trovarsi vicino a un tempio indù. Un gruppetto di attivisti del Rss (Rashtriya Swayamsevak Sangh, gruppo paramilitare ultranazionalista indù) li ha visti e ha iniziato a insultarli, intimando loro di cancellare la scritta. Ma mentre i cinque erano in procinto di rimuovere tutto, i radicali indù hanno chiamato la polizia, che ha arrestato i cristiani. I cinque sono stati rilasciato nella notte del 6 agosto su cauzione.

Sajan George spiega: “Non sono solo gli estremisti indù a portare avanti un piano anticristiano: anche la polizia è molto rapida nel registrare le denunce contro le vittime invece che contro gli aggressori”. Questa situazione suscita “grave preoccupazione – prosegue il presidente del Gcic – perché i veri responsabili si sentono incoraggiati ad attaccare e molestare la vulnerabile minoranza cristiana, anche grazie all’apatia delle autorità”.

Lo scorso 28 giugno alcuni radicali indù del villaggio di Bhongir Mandal hanno picchiato il pastore Johnny Lazarus (50) e insultato la sua famiglia, dopo che Malla Reddy – un altro indù – l’aveva accusato di “atti di stregoneria” nei suoi confronti. Il 3 luglio scorso, il pastore GN Paul è stato brutalmente malmenato da quattro estremisti indù. Questi gli avrebbero poi intimato di interrompere qualsiasi servizio di preghiera, pena la morte. (NC)
 
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