Attivisti nepalesi contro il massacro di animali durante la festa del Dashain
di Kalpit Parajuli
Gli animalisti propongono di sostituire gli animali con zucche o ortaggi. Per evitare sprechi e critiche il governo taglia i fondi destinati al Dashain, che durerà fino al 13 ottobre. In soli due giorni più di duecento fra bufali e capre sacrificati nel principale tempio di Kathmandu.
Kathmandu (AsiaNews) – Gli animalisti nepalesi condannano il sacrificio di migliaia di animali in occasione della festa indù del Dashain. In questi giorni l’Animal Welfare Network Nepal, ha accusato le autorità indù di mal interpretare il significato della festa, invitandole a sostituire buoi, capre, pecore e uccelli con zucche e ortaggi.

Il Dashain è la più importante festa del calendario indù nepalese e commemora la grande vittoria degli dei sui demoni malvagi nella battaglia detta di Ramayan, vinta dal signore Ram grazie all’intervento della dea Durga. Essa viene spesso raffigurata mentre uccide il terribile demone Mahisasur, che terrorizzava la terra sotto le spoglie di un bufalo. Secondo la tradizione, durante i 15 giorni del Dashain ogni tempio sacrifica centinaia di animali per rendere omaggio alla dea, ma anche per evitarne l’ira distruttiva. Il sangue di bufali, buoi, pecore, capre, uccelli viene fatto colare lungo le scalinate degli edifici religiosi. I sacrifici durano per tutto il periodo della festa, tanto da trasformare il selciato intorno ai templi in enormi pozze di sangue.

Gli attivisti hanno criticato anche l’inutile spreco di soldi pubblici a sostegno della manifestazione. Secondo i media il principale tempio della capitale ha ucciso più di duecento animali in soli due giorni. Il tutto a spese dello Stato.

Per rispondere alle critiche degli animalisti e scoraggiare il macabro rito, il governo ha dimezzato i fondi destinati ai sacrifici, riducendo il budget dei templi da 15mila a 8mila euro. Narayankaji Shrestha, vice Primo ministro e portavoce del governo sottolinea che la manovra fa parte delle misure di austerità varate per combattere la crisi economica. "Stiamo tentando di trasformare il Nepal in uno Stato laico - afferma - in futuro non sosterremo più questo tipo di cerimonie”.

Tuttavia in molti accusano il governo maoista, da sempre sostenitore della laicità dello Stato, di favorire la religione indù rispetto alle altre fedi religiose. Un esempio è la discussa legge anti-conversione, a tutt’oggi sotto esame. Essa prevede il carcere e multe per chi fa proselitismo, vieta le cerimonie pubbliche di religione diverse dall’induismo e limita la costruzione dei edifici religiosi. Ieri, il presidente, il vice-presidente e il Primo ministro maoista Bhattarai si sono recati al tempio di Fulpati (Kathmandu) per assistere alla grande cerimonia del settimo giorno del Dashain.
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