Baghdad, attacchi mortali in due quartieri sciiti
Timori per una guerra civile, alimentata dalle vendette rispetto al passato e dalla disuguale distribuzione delle risorse e degli introiti del petrolio. Dalla partenza degli americani vi sono stati oltre 100 morti in diversi attentati.
Baghdad (AsiaNews) – Almeno 24 persone sono state uccise in una serie di esplosioni in due quartieri sciiti della capitale irakena verso le 9 di questa mattina (ora locale). Il ministero degli interni ha dichiarato che gli attacchi sono avvenuti nei quartieri di Sadr City e a Kadhimiya e hanno prodotto 66 feriti. Una delle bombe era piazzata su una motocicletta; altre tre erano su delle auto parcheggiate. Data l’ora di punta, esse hanno colpito i passanti e un gruppo di lavoratori a giornata, in attesa di essere assunti da qualcuno.

Gli attacchi appaiono un chiaro segno di crescente tensione fra gruppi sunniti e sciiti, dopo la partenza delle truppe americane alla fine di dicembre. Negli ultimi giorni del mese, dopo l’annuncio del ritiro Usa, una serie di attentati ha fatto oltre 100 morti.

La tensione sembra amplificare le divisioni presenti nel governo, divenute quasi insanabili dopo che il premier al-Maliki, sciita, ha emesso un ordine di cattura per il vice-presidente, il sunnita Tariq al-Hashemi, accusato di finanziare gruppi terroristi. Al-Hashemi nega tutte le accuse e si è rifugiato nel nord dell’Iraq, nella regione kurda. Il suo partito, al-Iraqiyya sta boicottando le sedute in parlamento e accusa al-Maliki di cercare il monopolio del potere.

Diversi analisti esprimono timori di una possibile guerra civile in cui, più che la religione, vale il gruppo etnico, le vendette rispetto al passato (i sunniti erano nel partito di Saddam Hussein), la diseguale distribuzione delle risorse e degli introiti dalla vendita di petrolio
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