Mons. Coutts: Karachi multietnica, una sfida per la mia nuova missione
di Shafique Khokhar
L’ex vescovo di Faisalabad torna come arcivescovo nella città dove ha compiuto gli studi in seminario e mosso i primi passi da sacerdote. Il 25 gennaio Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo della metropoli del sud. Il prelato sottolinea l’esplosione demografica e le ondate di violenza di una realtà “multi-etnica e multi-culturale”.
Faisalabad (AsiaNews) – “Karachi era una città pacifica e tranquilla” ai tempi in cui ha frequentato il seminario, compiendo gli studi per diventare sacerdote, e “non era soggetta a sporadiche ondate di violenza e terrorismo, come accade ora”. È quanto sottolinea ad AsiaNews mons. Joseph Coutts, nominato nei giorni scorsi neo vescovo della metropoli nel sud del Pakistan, capoluogo della provincia del Sindh. Il prelato conosce bene la realtà locale e ne sottolinea il carattere multietnico e multi-culturale, le due sfide principali che dovrà affrontare nel nuovo incarico pastorale. Lo scorso 25 gennaio papa Benedetto XVI lo ha nominato neo arcivescovo di Karachi; il prelato succede a mons. Evarist Pinto, 79 anni, in carica dal marzo 2002, che lascia per sopraggiunti limiti di età.

Mons. Coutts ha guidato la diocesi di Faisalabad dal 1998, succedendo a mons. John Joseph, suicidatosi per protesta contro le famigerate leggi sulla blasfemia. Nato il 21 luglio 1945 ad Amritsar, nell’ex India britannica, il 66enne prelato pakistano ha studiato nel seminario di Cristo Re a Karachi. Il 9 gennaio 1971 a Lahore è stato ordinato sacerdote, quindi si è trasferito per tre anni a Roma – dal 1973 al 1976 – dove ha completato gli studi ecclesiastici. Tra il 1976 e il 1980 ha ricoperto l’incarico di professore di filosofia e sociologia al Cristo Re di Karachi; poi il trasferimento a Lahore, in qualità di rettore del seminario minore di Santa Maria prima e di vicario generale della diocesi poi. Il 5 maggio 1988 Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo di Hyderabad, dove ha sostenuto con forza la battaglia degli agricoltori “senza terra”. Ha contribuito alla nascita del vicariato apostolico di Quetta e, dopo 10 anni di servizio, il trasferimento alla diocesi di Faisalabad, il 27 giugno 1998.

Mons. Coutts ha svolto il suo episcopato in tre delle quattro province in cui è suddiviso il Pakistan, Punjab, Sindh e Balochistan. Da prelato egli ha aperto la strada al dialogo con i leader musulmani ed esperti di legge islamica a Faisalabad, contribuendo a “costruire ponti” fra le due comunità. Per questo ha ricevuto il premio Shalom dall’università cattolica di Eichstaett-Ingolstadt, in Germania nel 2007. Al momento ricopre anche l’incarico di presidente della Conferenza episcopale pakistana e presidente di Caritas Pakistan.

In un’intervista ad AsiaNews il neo arcivescovo di Karachi ricorda di “non essere un completo straniero a Karachi” dove “ho studiato filosofia e teologia” e poi “insegnato al seminario per quattro anni, mentre ero impegnato anche a livello pastorale in numerose parrocchie”. “Ma questo è successo molti anni fa” ricorda il prelato, quando Karachi “era una città pacifica, non soggetta a sporadiche ondate di violenza e terrorismo, come accade ora”. Un secondo aspetto riguarda la popolazione, che “è esplosa in gran parte a causa dei rifugiati” che hanno trovato riparo nella metropoli del sud.

“Karachi è una megalopoli multietnica e multiculturale di circa 15 milioni di abitanti” cresciuta per dimensioni e importanza dall’indipendenza del Pakistan nel 1947. Una cambio sostanziale, rispetto a Faisalabad che conta “solo 3 milioni di persone ed è localizzata nel cuore del Punjab”, caratterizzata da “un sapore rurale con una popolazione omogenea”. Diversi, conclude il prelato, sono anche “i problemi di vita quotidiana degli abitanti e il clima”, dato che Karachi si affaccia sul mar Arabico.
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