Il Tribunale dell'Aja rifiuta il riconoscimento della Palestina
Solo uno Stato sovrano può aderire alla Corte internazionale. La decisione impedisce al Tribunale dell'Aja di investigare su eventuali crimini di guerra commessi da Israele nella varie incursioni nella Striscia di Gaza.

Ramallah (AsiaNews/Agenzie) - La Corte di giustizia internazionale ha respinto la richiesta dell'Autorità palestinese (Ap) di riconoscere la sua giurisdizione.  Ciò permette al tribunale dell'Aia di non investigare su eventuali crimini di guerra commessi da Israele durante le varie incursioni nella striscia di Gaza. L'ultima è l'operazione "piombo fuso" avvenuta fra il 2008 e il 2009.

L'Ap ha riconosciuto in modo unilaterale la giurisdizione della Corte internazionale nel gennaio del 2009,  presentando la richiesta di un'indagine per atti criminali commessi sul territorio palestinese a partire  dal 1° luglio 2002.  Da allora i giudici del tribunale stanno riflettendo se accettare o no la richiesta, che però può essere fatta solo da uno Stato sovrano.   

In questi anni più di 130 governi e alcune organizzazioni internazionali, compresi gli organismi delle Nazioni Unite, hanno riconosciuto la Palestina, tuttavia lo stato attuale concesso all'Ap è quello di semplice "osservatore" del Consiglio di sicurezza. Secondo l'art. 12 dello Statuto di Roma solo uno Stato può presentare richiesta di adesione al Segretario generale Onu e di conseguenza riconoscere la giurisdizione del Tribunale internazionale dell'Aja.

In settembre l'Autorità palestinese ha presentato una domanda di ammissione alle Nazioni Unite per essere ammesso come Stato membro, ma a tutt'oggi  il Consiglio di sicurezza non si è ancora riunito per decidere. Gli Stati Uniti hanno minacciato di porre il veto.    

Secondo Israele, l'entrata della Palestina nell' Onu, non porterebbe alcun cambiamento nei rapporti fra le due realtà e allontanerebbe la possibilità di un accordo di pace duraturo.

 

 

 

 

 

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