Bangladesh: 200 feriti nelle proteste contro le sparizioni di oppositori
di Nozrul Islam
I partiti d’opposizione Bangladesh Nationalist Party (Bnp) e Jamaat-e-Islami manifestavano per la sparizione di Ilias Ali, membro del Bnp di cui si sono perse le tracce il 17 aprile scorso. Associazioni per i diritti umani denunciano l’aumento delle sparizioni forzate (22 solo nel 2012; 53 dal 2010), sistema usato dal governo per mettere a tacere voci scomode e contenere il dissenso.

Chittagong (AsiaNews) - Più di 200 persone sono rimaste ferite negli scontri tra polizia e sostenitori dell'opposizione, in protesta a Chittagong contro la scomparsa di un membro del Bangladesh Nationalist Party (Bnp, principale partito dell'opposizione). Accadute ieri, le violenze sono iniziate quando membri del Bnp hanno attaccato le forze dell'ordine, che cercavano di impedire la marcia organizzata dal partito islamico Jamaat-e-Islami (alleato del Bnp) lanciando lacrimogeni e sparando proiettili di gomma. A quel punto, gli attivisti avrebbero risposto dando fuoco a tre macchine e danneggiando circa 50 motociclette. La polizia ha giustificato la violenza sostenendo che "attivisti turbolenti" li avrebbero attaccati, ma testimoni e partecipanti alla manifestazione rivendicano lo spirito pacifico della marcia, poi degenerata per colpa dell'intervento degli agenti.

Annunciata nei giorni passati, la protesta chiedeva conto al governo della sparizione di Ilias Ali, segretario organizzativo del Bnp scomparso nel nulla dal 17 aprile scorso. La sua sparizione è l'ennesima macchia del governo di Sheikh Hasina, primo ministro e leader dell'Awami League. Da mesi l'esecutivo è impantanato in alcuni casi di corruzione, da cui non riesce a venire a capo perché vede coinvolti membri molto in alto del partito. Il Bnp di Khaleda Zia cerca di sfruttare questo momento di debolezza, e alla fine di aprile ha indetto uno sciopero generale di cinque giorni contro l'aumento dei prezzi e per ripristinare un caretaker government ("governo provvisorio") in vista delle prossime elezioni presidenziali (2014).

Ma il caso-Ali è stata l'occasione per portare sotto i riflettori un fenomeno taciuto dal governo, ma in aumento: le sparizioni forzate. Secondo dati di associazioni locali per i diritti umani, almeno 22 persone sarebbero scomparse nel nulla solo nel 2012; più di 50 dal 2010. Tuttavia, potrebbero essere molte di più. Le sparizioni sono sintomo di una politica "muscolare", in cui i partiti (tutti: dal governo, all'opposizione) non riescono a uscire da una logica della violenza, perché temono il dibattito e il confronto libero. Prima, le figure scomode (per lo più piccoli e grandi criminali, mafiosi, ribelli armati) morivano "d'infarto" durante gli interrogatori, o in sparatorie a seguito di tentate fughe. Oggi, il governo ha "inventato" le sparizioni, un sistema più sottile e pericoloso: perché esercitato anche su persone che danno un semplice "fastidio politico"; perché degli scomparsi non si sa più nulla.

Così, le manifestazioni a Chittagong (e i numerosi hartals, "scioperi", che in modo ciclico investono varie zone del Bangladesh) potrebbero rappresentare il cavallo di troia dell'attuale governo. Ieri infatti Bnp e Jamaat-e-Islami si sono ritrovati insieme contro il nemico comune (l'Awami League di Hasina) dopo un lungo periodo di freddo, nato dopo l'ultima sconfitta elettorale. Accantonata anche la posizione di neutralità assunta dal Bnp dopo l'arresto di quasi tutto lo stato maggiore del partito islamico nei processi sui presunti crimini di guerra avvenuti nel 1971 (Liberation War, anno in cui il Bangladesh si è reso indipendente), i due vecchi alleati potrebbero ben cavalcare l'onda di malcontento che serpeggia tra la popolazione.  

 

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