Dopo la morte di Hariri, ministro Usa invita il patriarca Sfeir negli Stati Uniti

Il segretario di Stato per il Medio Oriente incontra il patriarca maronita e rinnova la minaccia di sanzioni sulla Siria se Damasco non rispetterà la risoluzione Onu.


Beirut (AsiaNews) – All'indomani dell'assassinio dell'ex premier libanese Hariri il vice segretario di Stato Usa William Burns ha incontrato nella tarda serata di ieri il patriarca maronita Nasrallah Pietro Sfeir, nella sua residenza patriarcale a Bkerke. Burns, incaricato dell'amministrazione Bush per il Medio Oriente, si è intrattenuto con Sfeir per oltre 45 minuti. Fonti vicine dal patriarca Sfeir hanno riferito ad AsiaNews la possibilità di una visita di Sfeir nei prossimi mesi negli Stati Uniti dove incontrerà responsabili americani di massimo livello. Hariri è stato ucciso con altre 15 persone in un violento attentato lunedì nel corso del quale è stato ucciso anche l'ex ministro del commercio, il deputato  anglicano di Basel Flaihan.

All'uscita dal colloquio con il prelato, Burns ha ribadito il pieno appoggio degli Stati Uniti all'applicazione immediata della risoluzione Onu 1559, che chiede il ritiro delle truppe siriane dal Libano. Burns ha inoltre espresso la possibilità di imporre nuove sanzioni alla Siria se Damasco non rispetterà le disposizioni delle Nazioni Unite. Egli ha affermato di aver discusso con Sfeir dell'esigenza di "continuare a chiarire le responsabilità giudiziarie" dell'assassinio di Hariri.

Ieri mattina oltre 800 mila persone hanno assistito ai funerali di Hariri: assenti i membri del governo libanese, si è notata la presenza del segretario generale della Lega araba, Amro Moussa, del vice presidente siriano, Khaddam, del rappresentante dell'Onu e di molti responsabili dei paesi arabi ed europei.

Il presidente francese Jacques Chirac ha trascorso 6 ore nella casa di Hariri, con la moglie Bernadette, per poi visitare la tomba del suo "grande amico" Hariri nel centro della capitale: il presidente francese non ha incontrato nessun esponente del governo libanese. Anche la Francia appoggia in pieno la risoluzione Onu per il ritiro dell'esercito siriano dal Libano.

Oggi il ministro dell'Interno Sleiman Franjiyeh si è recato a Kraitem, nell'abitazione di Hariri, a capo di una delegazione dei deputati del nord Libano. Franjiyeh ha presentato le sue condoglianze alla famiglia dell'ex premier ucciso e ha ribadito la "ferma volontà" del governo libanese di continuare le indagini per chiarire il caso e trovare i responsabili dell'uccisione di Hariri.

Egli ha ribadito che la morte di Hariri ha fatto "perdere" all'attuale governo la stima e l'appoggio  di una  grossa  comunità islamica, i sunniti, cui apparteneva l'ex premier assassinato. Franjiyeh si è mostrato fiducioso sugli organismi giudiziari libanesi che hanno chiesto l'interventi di periti svizzeri per portare avanti le indagini. (YH)

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