Malaysia, inizia la retata contro stranieri clandestini

Kuala Lumpur (AsiaNews/Agenzie) – All'alba di oggi la polizia malaysiana ha iniziato le retate contro gli stranieri clandestini presenti nel paese, in larga parte indonesiani, arrestando 131 persone. Ieri sera era scaduta l'amnistia che garantiva l'impunità ai clandestini che avessero lasciato la Malaysia spontaneamente.

In uno dei primi raid compiuti dalle forze di polizia, circa 400 agenti del dipartimento dell'immigrazione e volontari armati hanno circondato una costruzione nella periferia di Kuala Lumpur e identificato 243 stranieri. Quaranta di essi, non in regola con i documenti, sono stati arrestati e portati in un centro di detenzione in attesa di giudizio: rischiano multe, punizioni corporali, come vergate, e il carcere. Altri 91 clandestini stranieri sono stati arrestati in altre regioni del paese.

Uno degli arrestati, Amid, 35 anni, indonesiano, ha detto a un giornalista presente al suo arresto: "Non ho rispettato l'amnistia perché non ho denaro e non c'è nessun futuro per me in Indonesia". La Malaysia aveva indetto a ottobre scorso un'amnistia per i clandestini che volevano ritornare nei loro paesi; in questo modo 400 mila stranieri illegali sono partiti, ma secondo le autorità di Kuala Lumpur ne restano altri 500 mila. Nelle retate anti-clandestini sono coinvolti circa 300 mila funzionari e agenti

I lavoratori stranieri – provenienti in larga parte da Indonesia, Filippine, Bangladesh e India – costituiscono buona parte della manodopera a basso costo dell'economia malaysiana, in particolare nell'industria edile e nell'agricoltura. Molti lavorano anche in ristoranti e in altri lavori sottopagati. Oltre agli illegali, in Malaysia ci sono circa 1 milione di lavoratori stranieri regolari. Un sondaggio ha evidenziato che la popolazione locale addossa agli stranieri la colpa dell'aumento del crimine, in particolare i clandestini, spesso vessati dai loro datori di lavoro.

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