Ai Weiwei: una maschera antigas contro l'inquinamento di Pechino
Negli ospedali cresce il numero di pazienti con problemi respiratori. Chiuse fabbriche, industrie chimiche e cantieri edili. Aumentano del 10% le azioni di compagnie che producono maschere antigas. L'inquinamento, causa di rivolte sociali.

Pechino (AsiaNews) - L'artista e dissidente Ai Weiwei ha commentato la grave situazione di inquinamento della capitale dove egli vive, facendosi ritrarre mentre indossa una maschera antigas e diffondendola su Twitter (v. foto).

Da alcuni giorni Pechino è sotto una coltre di smog, che nei momenti di massimo inquinamento - come due giorni fa - ha superato di almeno 40 volte il limite di sicurezza per la salute posto dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Dottori e infermieri dei maggiori ospedali affermano che in questo periodo il numero di pazienti ricoverati con problemi di respirazione è aumentato.

Nel tentativo di migliorare la qualità dell'aria in quello che è definito il peggior inquinamento di questi anni, le autorità hanno fatto chiudere o diminuire la produzione a un centinaio di industrie manifatturiere e chimiche, oltre che a 50 cantieri edili.  Quest'oggi il livello ufficiale dà una qualità dell'aria a161, che significa "inquinamento medio"; il controllo dell'ambasciata Usa è di 153,che significa "non sano".

La qualità dell'aria è un problema non solo a Pechino, ma in molte zone della Cina, dove un anarchico sviluppo industriale, senza cura per l'ambiente, ha fatto danni quasi irreparabili. L'indice di qualità dell'aria a Shijiazhuang (Hebei) è più di 400; a Jinan (Shandong) ha raggiunto i 500; a Zhengzhou (Henan) è 405; a Xian (Shaanxi) è 342.

Unico elemento positivo della situazione è l'aumento delle vendite di maschere anti-gas e l'innalzamento del 10% valore delle azioni in borsa di compagnie come la Shanghai Dragon o la Fujian Longking, famose per produrre maschere e altri strumenti anti-inquinamento.

Secondo Dai Qing, famosa giornalista dell'ambiente, l'inquinamento è ormai divenuta una delle fonti principali di rivolte sociali in Cina. Nei mesi scorsi vi sono state manifestazioni della popolazione a Ningbo (Zhejiang) contro  un complesso petrolchimico inquinante; a Xinzhi (Guangdong), centinaia di famiglie hanno accusato le autorità di permettere a  una centrale energetica di provocare inquinamento da piombo nei loro bambini.

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