Egitto, la ricetta "spirituale" di al-Azhar per fermare le violenze
Un documento in 10 punti è stato presentato ieri dal grande imam al-Tayeb. All'incontro erano presenti varie personalità fra cui il patriarca copto ortodosso Tawadros II. Fra i temi la sacralità della vita umana, il riconoscimento della diversità presenti nella società egiziana. L'appello ai media e ai leader religiosi per denunciare le violenze.

Il Cairo (AsiaNews) - "Il documento sponsorizzato dall'Università islamica di al-Azhar non è altro che un richiamo spirituale, patriottico e sociale agli egiziani e avrà un seguito se sarà sostenuto da tutta la popolazione". È quanto afferma ad AsiaNews p. Rafic Grieche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, in occasione del testo in 10 punti presentato ieri dal più importante ateneo sunnita e sottoscritto dalle Chiese cattolica, copta ortodossa ed evangelica. Esso è un modo per aiutare l'Egitto ad uscire dallo scontro fra establishment islamista e movimenti laici costato oltre 50 morti.

Articolato in 10 punti il documento si focalizza su quattro questioni fondamentali: la sacralità della vita umana, il riconoscimento della diversità presenti nella società egiziana; l'appello ai media e ai leader religiosi per denunciare le violenze, sponsorizzando proteste pacifiche; il dialogo come unico strumento per risolvere le differenze. Secondo il sacerdote questa è l'ennesima "buona" iniziativa di al-Azhar. Il testo rischia di restare solo sulla carta come accaduto agli altri due presentati in questi anni, che non hanno mai influenzato la politica del governo islamista, soprattutto per quanto riguarda la nuova Costituzione basata sulla sharia.

Nel gennaio 2012, all'inizio della campagna elettorale per le presidenziali  l'ateneo aveva pubblicato il  "Documento sulle libertà fondamentali". Esso voleva offrire indicazioni sulla nuova società egiziana nata dalla "primavera araba", difendendo la libertà di religione, di opinione, di ricerca scientifica e di creatività artistica. Un altro era stato presentato nel giugno 2011, durante il governo di transizione dell'esercito, con il titolo "Raccomandazioni per il futuro dell'Egitto".  

Con questo terzo documento al-Azhar vuole spingere i giovani a fare manifestazioni pacifiche e a dialogare con chi governa. A due anni dalla caduta di Mubarak essi sono ancora senza una guida e sono vulnerabili.  "I partiti laici - nota p. Greiche - seguono semplicemente le manifestazioni, non controllano i giovani e soprattutto non li guidano". Il sacerdote nota che nelle manifestazioni vi sono spesso infiltrati di gruppi islamisti, poliziotti, teppisti, che sfruttano il caos e la disorganizzazione dei movimenti di protesta per fomentare la violenza. Le conseguenze di questi atti ricadono proprio sui giovani della Rivoluzione.

Presentata ieri al Cairo, da Ahmed al-Tayeb, grande imam di al-Azhar, l'iniziativa ha fra i suoi promotori vari movimenti laici, che hanno fatto pressioni all'ateneo per farsi garante del dialogo fra islamisti e opposizione. All'incontro era presente anche il Patriarca copto-ortodosso Tawadros II, alcuni leader salafiti, fra cui Mohamed Hassaan, membri dei Fratelli Musulmani e vari rappresentanti dell'opposizione laica guidati da Mohamed ElBaradei, premio Nobel per la pace e fondatore del Constitution Party. (S.C.)

 

 

 

 

 

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