Suora da Betlemme: il rosario per la pace e il no al Muro

Betlemme (AsiaNews) – Un rosario settimanale per la pace fra israeliani e palestinesi, e per dire no al Muro. È questa l'iniziativa delle suore Francescane Elisabettiane che lavorano nel Baby Caritas Hospital di Betlemme, che ogni giovedì pomeriggio si riuniscono insieme ad alcuni cristiani del posto sotto il Muro.

Proprio oggi il primo ministro israeliano Ariel Sharon ha reso noto il tracciato definitivo della "barriera difensiva", voluta da Israele per prevenire attacchi terroristici. I palestinesi contestano il Muro perché ingloba terreni loro e impedisce loro gli spostamenti quotidiani.

A Betlemme il Muro sta per essere ultimato e arriverà fino al check-point fra Betlemme e Gerusalemme, comprendendo così l'insediamento ebraico di Ghilo. La barriera dista solo 200 mt dall'ospedale cattolico Baby Caritas.

Il percorso della barriera deciso da Israele ingloba l'insediamento di Maaleh Adumim nella West Bank, e comprende il santuario di Rachele e dintorni a Betlemme.

"Da giugno scorso, ogni settimana" racconta ad AsiaNews suor Ileana Benetello, da 23 anni in Terra Santa "ci riuniamo sotto il Muro a pregare il rosario per la pace fra questi due popoli e per dire no alla costruzione di questa barriera. All'inizio i soldati ci davano fastidio, ci puntavano contro i fari per illuminarci e tenerci sotto controllo, ma adesso ci lasciano stare".

A Betlemme il tracciato del Muro ha inglobato un vasto uliveto di proprietà di famiglie cristiane armene della zona: non è dato di sapere se sia stato confiscato o se il governo abbia rimborsato i proprietari.

"Il Muro è stato quasi completato" racconta suor Benetello. "Hanno lasciato la sagoma per la costruzione di due porte, una per i pellegrini e le persone, l'altra per la dogana merci". La religiosa italiana riferisce che di recente i pellegrinaggi verso i Luoghi Santi sono aumentati e che vengono dati permessi ai palestinesi per recarsi in Israele a lavorare, ma che  "la  situazione resta comunque molto difficile".

L'erezione del muro ha fatto sorgere un altro dramma in molti palestinesi di Betlemme: "Per poter lavorare" riferisce la religiosa "accettano anche di costruire il muro". "Penso che non ci si renda conto a parole della situazione – conclude suor Ileana. È qualcosa di abominevole, non si può andare avanti così, si stanno costruendo una prigione". (LF)

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