Liberati i 16 pescatori cinesi ostaggio del regime nord-coreano
L’imbarcazione era stata sequestrata il 5 maggio scorso; le trattative con Pyongyang per il rilascio sono state intavolate il 10. Secondo l’armatore non è stato pagato alcun riscatto; in precedenza la controparte nord-coreana aveva chiesto 100mila dollari per la loro libertà. Opinione pubblica cinese ed editorialisti infuriati contro il regime dei Kim.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - La Corea del Nord ha rilasciato i 16 pescatori cinesi e la loro imbarcazione, sbloccando una situazione di tensione con Pechino che si protraeva dal 5 maggio scorso, primo giorno del sequestro. È quanto riferisce l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua, citando un funzionario dell'ambasciata a Pyongyang che ha parlato in precedenza con l'armatore; i negoziati per ottenere la liberazione si protraevano dal 10 maggio scorso, ma fino a ieri non avevano dato risultati di sorta. "Tutti i pescatori e la barca - ha dichiarato il diplomatico - sono in salvo e stanno facendo rientro a casa".

L'equipaggio composto da 16 marinai ha potuto riprendere la rotta in mare aperto nelle prime ore della mattinata. L'armatore Yu Xuejun ha riferito che non è stata versata alcuna somma di denaro, sebbene in precedenza la controparte nord-coreana avesse chiesto 600mila yuan (pari a 100mila dollari) per il rilascio. Lo scorso anno in un incidente analogo, un gruppo di nord-coreani mai indentificato ha tenuto in ostaggio 29 cinesi e i loro tre pescherecci per diverse settimane; ad oggi non si è ancora saputo se è stato pagato un riscatto per la loro libertà.

Il sequestro dei pescatori cinesi ha sollevato un'ondata di indignazione e proteste in patria, con la richiesta di intervento da parte del governo di Pechino per il rilascio dei connazionali. In un editoriale al vetriolo pubblicato questa mattina (prima dell'annuncio della liberazione, ndr) sul Global Times - un quotidiano che spesso riflette il pensiero dell'ala nazionalista - si invitava il governo a "far presente l'ira [cinese] alla controparte nord-coreana". La Cina "deve prendere misure concrete - continua l'editoriale - perché se non imponiamo delle regole alla Corea del Nord, l'immagine del nostro governo potrebbe uscirne indebolita".

La Cina è il più stretto alleato del regime dittatoriale nord-coreano e il miglior partner commerciale. L'economia di Pyongyang dipende in larga parte dagli aiuti provenienti da Pechino, che spesso finiscono solo per arricchire (e rafforzare) il dominio della famiglia Kim. Tuttavia, i legami fra le due potenze nucleari si sono inaspriti negli ultimi mesi, all'indomani del test atomico di Pyongyang del 12 febbraio scorso condannato (raro caso) anche dalla Cina. Pechino ha sostenuto il rafforzamento delle sanzioni Onu verso la Corea del Nord e alcune banche hanno chiuso i rubinetti del credito.

Negli ultimi giorni Pyongyang ha inoltre lanciato sei missili a corta gittata al largo della costa orientale, nel quadro di quelli che la dittatura di Kim Jong-un definisce "esercitazioni militari". 

 

 

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