Papa: in Siria e in tutto il Medio Oriente "si ponga fine ad ogni dolore, ad ogni violenza, ad ogni discriminazione religiosa, culturale e sociale"
L'appello di Francesco nel corso dell'udienza con i partecipanti all'assemblea della ROACO. "Continuate la vostra opera intelligente e premurosa nella realizzazione di progetti ben ponderati e coordinati, che diano l'opportuna priorità alla formazione, specialmente dei giovani. Ma non dimenticate mai che questi progetti devono essere un segno di quella professione dell'amore di Dio che costituisce l'identità cristiana".

Città del Vaticano (AsiaNews) - Per il Medio Oriente, e la Siria in particolare, il Papa lancia un nuovo appello, "dal più profondo del cuore", "ai responsabili dei popoli e degli organismi internazionali, ai credenti di ogni religione e agli uomini e donne di buona volontà perché si ponga fine ad ogni dolore, ad ogni violenza, ad ogni discriminazione religiosa, culturale e sociale". La preoccupazione per "una situazione di insicurezza e di violenza che sembra interminabile e non risparmia gli innocenti e i più deboli" è stata espressa da papa Francesco nel corso dell'incontro di questa mattina con i partecipanti all'86ma assemblea della Riunione delle opere per l'aiuto alle Chiese Orientali (R.O.A.C.O.), che si è svolta in questi giorni a Roma sul tema: "La situazione dei cristiani e delle Chiese in Egitto, Iraq, Siria e in Terra Santa".

Nel suo discorso, il Papa ha sottolineato l'esigenza della vicinanza, e quindi della carità, di tutti i cristiani per i fratelli che vivono nella tormentata regione mediorientale. Di qui l'invito "a collaborare 'nella fede e nella carità di Gesù Cristo Dio nostro', ricordandovi che il nostro operare sarà efficace solo se radicato nella fede, nutrito dalla preghiera, specialmente dalla Santa Eucaristia, Sacramento della fede e della carità". "E' questa la prima testimonianza che dobbiamo offrire nel nostro servizio a Dio e ai fratelli, e solo in questo modo ogni nostra azione sarà feconda. Continuate la vostra opera intelligente e premurosa nella realizzazione di progetti ben ponderati e coordinati, che diano l'opportuna priorità alla formazione, specialmente dei giovani. Ma non dimenticate mai che questi progetti devono essere un segno di quella professione dell'amore di Dio che costituisce l'identità cristiana. La Chiesa, nella molteplicità e ricchezza delle sue componenti e delle sue attività, non trova la sua sicurezza nei mezzi umani. La Chiesa è di Dio, ha fiducia nella sua presenza e nella sua azione, e porta nel mondo la potenza di Dio che è quella dell'amore. L'Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente sia per voi un riferimento prezioso nel vostro servizio".

"La presenza dei Patriarchi di Alessandria dei Copti e di Babilonia dei Caldei, come dei rappresentanti pontifici in Terra Santa e in Siria, del vescovo ausiliare del Patriarca di Gerusalemme e del Custode di Terra Santa, mi porta con il cuore nei Luoghi Santi della nostra redenzione, ma ravviva in me la viva preoccupazione ecclesiale per la condizione di tanti fratelli e sorelle che vivono in una situazione di insicurezza e di violenza che sembra interminabile e non risparmia gli innocenti e i più deboli. A noi credenti è chiesta la preghiera costante e fiduciosa perché il Signore conceda la sospirata pace, unita alla condivisione e alla solidarietà concreta".

"Vorrei rivolgere ancora una volta dal più profondo del mio cuore un appello ai responsabili dei popoli e degli organismi internazionali, ai credenti di ogni religione e agli uomini e donne di buona volontà perché si ponga fine ad ogni dolore, ad ogni violenza, ad ogni discriminazione religiosa, culturale e sociale. Lo scontro che semina morte lasci spazio all'incontro e alla riconciliazione che porta vita. A tutti coloro che sono nella sofferenza dico con forza: non perdete mai la speranza! La Chiesa vi è accanto, vi accompagna e vi sostiene! Vi chiedo di fare tutto il possibile per alleviare le gravi necessità delle popolazioni colpite, in particolare quelle siriane, come dei profughi e dei rifugiati sempre più numerosi. Proprio sant'Ignazio di Antiochia chiedeva ai cristiani di Roma: 'ricordatevi nella vostra preghiera della Chiesa di Siria... Gesù Cristo sorveglierà su di essa e la vostra carità' (Lettera ai Romani IX, I). Al Signore della vita affido le innumerevoli vittime e imploro la Santissima Madre di Dio perché consoli quanti sono nella 'grande tribolazione' (Ap 7,14)".

 

F___3.jpg