Tokyo, il papa che parla giapponese e danza con i bambini

Tokyo (AsiaNews) – Il papa si reca in Giappone nel febbraio 1981 per incoraggiare la Chiesa e i cristiani giapponesi nella loro missione, e per incontrare il popolo giapponese e la sua millenaria cultura.

Come segno di amore e rispetto per il Giappone e il suo popolo per molti mesi Giovanni Paolo II si prepara a leggere la lingua nipponica: durante il viaggio (svoltosi dal 23 al 26 febbraio) pronuncia  in giapponese 7 discorsi, dei quali uno dura più di 20 minuti.

Ma è anzitutto con la sua catechesi del cuore e con i suoi gesti che il pontefice colpisce i giapponesi: quando, ad esempio, all'incontro con i giovani invitato dalla nota cantante Agnese Chang improvvisa il girotondo con alcuni bambini; oppure durante la messa celebrata il 26 febbraio a Nagasaki, sotto una tormenta di neve, quando loda i martiri giapponesi paragonandoli ai "primi martiri dell'era cristiana".

Durante la sua visita Giovanni Paolo II ricorda alcuni missionari esemplari, come fratel Zeno Zebrowski, francescano conventuale polacco che arriva in Giappone nel 1930 con padre Massimiliano Kolbe.

Nel corso del suo viaggio il pontefice rende omaggio anche al monumento che ricorda la bomba atomica di Hiroshima: "Ricordare Hiroshima" afferma il papa "è detestare la guerra nucleare e impegnarsi in prima persona per la pace. Preghiamo che il mondo non si affidi più ad armi di questo genere".
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