Dottori coranici e imam sauditi contro il permesso di guida per le donne
Guardano con terrore al 26 ottobre, quando le donne violeranno le regole e si metteranno alla guida di un auto. Ma non vi è nessun divieto nel Corano. Finora, la pena per una donna che guida è di 10 frustate. Per alcuni dottori coranici le donne che guidano rischiano di avere figli con problemi fisici.

Riyadh (AsiaNews/Agenzie) - Almeno 150 personalità islamiche, fra imam e dottori coranici, hanno protestato ieri davanti al palazzo reale per fermare la campagna delle donne saudite sul diritto a guidare l'auto.

Sebbene non vi sia alcun divieto coranico, né legge che proibisca alle donne di guidare, in Arabia saudita non si emettono patenti di guida per le donne.

Da un mese è in atto una campagna voluta dalle donne, che ha raccolto già 16mila firme e ha promesso che il 26 ottobre vi sarà un'invasione di donne al volante per le strade saudite. Le donne si stanno preparando diffondendo foto e video delle attiviste riprese mentre guidano.

In Arabia saudita le donne non possono uscire di casa da sole e per andare all'estero hanno bisogno del permesso del marito e di un accompagnatore della famiglia. La licenza per la guida in auto sarebbe una sconfitta per il mondo maschile che potrebbe portare a "decadimento morale" della società. Per questo, se una donna è colta in flagrante guida, le viene comminata una pena di 10 frustate.

Il re Abdullah sta cercando di muovere la società saudita verso una maggiore liberalizzazione, ma deve fare i conti con le frange più conservatrici. Per alcuni esperti islamici, la donna che guida rischia di rovinare le sue ovaie e dare vita a bambini con problemi fisici. Secondo gli imam e i dottori coranici questa campagna a favore delle donne è stata finanziata dagli Stati Uniti.

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