Bangladesh, vescovo cattolico: Basta morti e violenze, i leader politici devono dialogare
di Sumon Corraya
Mons. Gervas Rozario, vescovo della diocesi di Rajshahi, spiega ad AsiaNews che "l'assassinio di civili innocenti รจ intollerabile" e che "il popolo vuole la pace". Per questo, invita governo e opposizione a trovare un canale di comunicazione. Da gennaio 2013 sono morte 347 persone nei disordini politici.

Rajshahi (AsiaNews) - "Non possiamo tollerare l'assassinio di persone innocenti. Il popolo vuole la pace. I politici devono essere patriottici e responsabili: siedano insieme e inizino a dialogare". È l'invito fatto attraverso AsiaNews da mons. Gervas Rozario, vescovo della diocesi di Rajshahi, ai leader politici del Bangladesh, per porre fine alla crisi e alle violenze in corso da mesi.

Nelle ultime settimane 40 persone sono state uccise nei disordini scatenati dai continui hartal (scioperi). Dall'inizio dell'anno, le vittime sono 347 e il 95% di queste sono civili, che nulla avevano a che fare con la politica.

L'opposizione, capeggiata dal Bangladesh Nationalist Party (Bnp, partito nazionalista), continua a chiedere al primo ministro Sheikh Hasina (Awami League, partito laico e socialista) di sciogliere il suo esecutivo per permettere la creazione di un caretaker government, governo provvisorio e apartitico che organizzi le elezioni generali del 5 gennaio 2014. La premier ha rifiutato questa possibilità, e in tutta risposta il Bnp ha invitato sostenitori e alleati a scendere in strada e a continuare le proteste.

Secondo mons. Rozario, bisogna sbloccare questa situazione di stallo il prima possibile: "La popolazione non ha niente a che fare con la battaglia per il potere che hanno ingaggiato governo e opposizione. Vuole la pace a tutti i costi e il dialogo tra le parti è lo strumento migliore per ottenerla". 

 

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