Il papa 2 volte in Corea chiede una Chiesa "più missionaria"

Seoul (AsiaNews) – Sono due i viaggi del papa in Corea del Sud, uno dei paesi con forte presenza cattolica in Asia: nel 1984 per la celebrazione i 200 anni dell'evangelizzazione della penisola coreana; nel 1989 in occasione del Congresso eucaristico internazionale a Seoul.

Nella sua prima visita il papa celebra un'intera messa in coreano e canonizza 103 martiri coreani, fra i quali Andrea Kim, il primo sacerdote coreano.

Nei suoi discorsi Giovanni Paolo II affronta i temi della riconciliazione, della pace, della giustizia dignità umana, dell'ecumenismo arrivando a toccare anche i non cristiani.

Egli invita la Chiesa cattolica – presenza minoritaria in Corea – e diventare "più consapevole della propria fede" e quindi "ad essere più missionaria e testimone con la  propria vita del messaggio di Cristo".

Nei suoi viaggi il papa chiama il popolo coreano "un amico lontano", rifacendosi alla famosa espressione degli Analecta di Confucio, ripetuta più volte dal papa: "Non è forse una grande gioia visitare un amico lontano?. "Egli davvero ci ha trattato come amici" ricorda il cardinale Kim, arcivescovo emerito di Seoul "stando sempre vicino e pregando anche per i nostri fratelli nel Nord".
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