Pechino, ricoverata Liu Xia: gli amici accusano le autorità di averle distrutto la salute
La moglie di Liu Xiaobo, Nobel per la pace in carcere, avrebbe subito un attacco di cuore e soffrirebbe di depressione. Dopo aver cercato invano di lasciare la Cina per ricoverarsi all'estero, è stata rifiutata da diversi ospedali di Pechino. Al momento non è chiaro dove sia e quali siano le sue reali condizioni di salute.

Pechino (AsiaNews) - Liu Xia, moglie del Premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, è stata ricoverata per problemi cardiaci, sospetta depressione e "altri sintomi" che "si sono aggravati durante il periodo di detenzione illegale" che subisce ormai da quasi quattro anni. Lo ha confermato questa mattina l'avvocato Mo Shaoping, attivista per i diritti umani e amico stretto della coppia.

Le autorità cinesi le hanno impedito un ricovero all'estero e, in un primo momento, non hanno permesso a nessun ospedale di Pechino di accoglierla. Dopo l'ennesimo peggioramento delle sue condizioni, lo scorso 18 febbraio è stata ricoverata in una struttura della capitale. Non è possibile sapere dove si trovi o quale sia il responso dei medici.

Dall'ottobre del 2010 - quando Liu Xiaobo ha vinto il Nobel per la pace per aver redatto "Carta 08", documento che chiede la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Cina - Liu Xia vive sotto stretto controllo, seguita dagli agenti della pubblica sicurezza persino quando va in visita ai suoi genitori e al marito in carcere. Al momento è di fatto tagliata fuori dal contatto con chiunque non sia un suo familiare stretto.

Secondo Mo "la famiglia di Liu Xia ha proposto di portarla all'estero o a Hong Kong per un ricovero, ma la polizia non ha approvato il piano". All'inizio di febbraio 2014 è stata ammessa in una struttura di Pechino, ma dopo neanche un giorno è stata riportata a casa, dove vive sotto stretta sorveglianza della polizia. Ye Du, scrittore e amico della donna, le ha parlato poco tempo fa al telefono: "Mi ha detto di avere problemi cardiaci. In gennaio ha ricevuto una visita medica, e le hanno detto che il cuore non pompa abbastanza sangue".

Ye sostiene che proprio la detenzione illegale della donna sia la causa dei suoi mali: "Gli arresti domiciliari subiti per così tanti anni sono alla base del suo peggioramento. I suoi volevano mandarla all'estero, forse in Europa, perché ritengono che questo sia l'unico modo per garantirle delle buone cure". Per esprimere solidarietà a Liu Xia, un gruppo di attivisti democratici di Hong Kong e della Cina continentale si è rasato la testa il giorno di San Valentino chiedendo alle autorità il suo rilascio incondizionato. 

 

 

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