Mons. Fan Zhongliang: meglio essere una giada rotta che una mattonella intatta
di Msgr Savio Hon Taifai
Il segretario della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli scrive per AsiaNews un ricordo del vescovo di Shanghai scomparso il 16 marzo. Un testimone fedele al papa e alla sua nazione cinese. Come segno di riconciliazione e armonia, il suo funerale dovrebbe essere celebrato da mons. Ma Daqin, agli arresti domiciliari.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Riportiamo di seguito un ricordo e un elogio della figura di mons. Giuseppe Fan Zhongliang, vescovo di Shanghai, non riconosciuto dal governo, morto il 16 marzo scorso. L'autore è mons. Savio Hon Taifai, segretario della Congregazione vaticana per l'evangelizzazione di popoli, unico membro cinese della curia vaticana. Mons. Hon sottolinea che il vescovo defunto, nel suo amore alla Chiesa e al papa è stato anche un grande testimone di amore verso la sua patria e il suo popolo e un esempio per molti fedeli. Mons. Hon suggerisce alle autorità cinesi di lasciare libero mons. Ma Daqin, al momento agli arresti domiciliari, per celebrare il funerale di mons. Fan. Tale gesto sarebbe importante per la riconciliazione della comunità cristiana a Shanghai e per il bene e l'armonia della grande metropoli cinese.


Quando due giorni fa mi è giunta la notizia della morte di mons. Giuseppe Fan Zhongliang, subito il mio cuore è divenuto triste. Ma poi, ricordando la sua figura, sono rimasto consolato.

Come dice il proverbio cinese: "Meglio [essere] giada rotta che una mattonella intatta". Questo è l'atteggiamento con cui mons. Fan ha vissuto tutta la vita in un lungo periodo drammatico, sempre sotto una pressione, in vari gradi proveniente dalla situazione politica.  

Già da giovane mons. Fan era rimasto sempre fedele a Cristo ed alla Chiesa, e non di meno ha vissuto il suo amore per la Cina e il suo popolo.

Mons. Fan è stato un buon pastore in tutti i sensi, fino a sacrificare tutto per le sue pecore. E' stato un simbolo per tantissimi cattolici cinesi, un simbolo di fede nel Signore, pur avendo attraversato tante difficoltà, fra cui la prigionia; un simbolo di fedeltà alla sua vocazione, pur provato per lungo tempo dalla malattia; un simbolo di fedeltà al papa, anche se questo gli è costato molto.

Quando negli anni '90 insegnavo a Shanghai, nel seminario regionale di Sheshan, ero colpito dal modo in cui i fedeli e anche molti giovani sacerdoti parlavano di lui con grande amore e rispetto.

Una volta ho ricevuto anche un messaggio di ringraziamento da lui perché offrivo il mio tempo e i miei studi per insegnare in Cina.

All'interno della situazione e del regime politico, la libertà esterna di mons Fan è sempre stata ristretta, ma non quella interiore: da buon gesuita abbracciava sempre la volontà di Dio. Per questo egli è stato un simbolo di libertà per tutti i cattolici perché non ha cercato altro che di vivere la garanzia della libertà religiosa e la sua fedeltà al papa. Per questo egli ha dovuto soffrire, ma la sua testimonianza ha reso i cattolici più decisi e più amanti della loro patria. Si sono impegnati e si impegnano per il bene del loro Paese e una maggiore umanizzazione della loro città. L'amore a Dio e l'amore al papa non li distolgono dall'amore alla patria.

Questo suo carattere si era formato alla scuola del card. Gong Pinmei. Possiamo leggere una comune tradizione fra il card. Gong e mons. Fan. Come dice Confucio, davanti alla benevolenza e alla solidarietà non retrocedono nemmeno di un millimetro.

Un altro elemento caratteristico di mons. Fan è stata la sua magnanimità. Pur appartenendo alla Chiesa non ufficiale non aveva mai parole dure o giudizi settari verso i cattolici ufficiali. Nella sua nettezza e verità sapeva essere anche dolce e misericordioso. Questo spiega perché con gli anni ha potuto riconciliarsi con mons. Jin Luxian, anche se i percorsi che essi avevano intrapreso erano stati molto diversi in passato.

Mons. Fan è morto due giorni fa; mons. Jin è morto lo scorso anno. Ma il Signore non lascia senza guida la Chiesa di Shanghai. In apparenza sembra che ci sia un vuoto, ma in realtà, la presenza di mons. Taddeo Ma Daqin garantisce la continuità.

Da parte dei cattolici di Shanghai verso mons. Ma vi è la stessa stima e apprezzamento. Forse qualcuno lo criticherà, ma la maggioranza lo segue e lo ama come pastore di Shanghai. Ed è bello il fatto che egli sia il successore insieme di mons. Jin e di mons. Fan. Attraverso di lui la Chiesa di Shanghai può davvero vivere una nuova era di riconciliazione.

Io credo che il governo farebbe bene a permettere a mons. Ma di celebrare il funerale di mons. Fan Zhongliang. Sarebbe un gesto rispettoso verso la libertà religiosa e verso una persona anziana come mons. Fan. In più, con la presenza di Ma Daqin, sarebbe garantita, oltre che un funerale dignitoso, anche una esperienza di fraternità fra i cristiani, che porterebbe beneficio e armonia anche a tutta la città.

(Nella foto: il corpo composto di mons. Fan nella sua camera, prima di essere trasportato in una funeral house)

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