Dolore e angoscia fra i familiari dei passeggeri scomparsi col volo MH370
di Mathias Hariyadi
Un padre cerca ogni giorno notizie su suo figlio; i tre giovani figli - liceali e della scuola elementare - domadano notizie sui loro genitori, entrambi sul volo della Malaysian Airlines. Le ricerche via nave, e via terra e via aerea non hanno dato ancora alcun risultato. I familiari delle vittime in Cina minacciano uno sciopero della fame se Pechino non li informa con precisione.

Jakarta ( AsiaNews) - Nella vicenda dell'aereo malaysiano scomparso l'8 marzo scorso con a bordo 239 passeggeri, si aggiungono ogni giorno sviluppi che rivelano silenzi colpevoli delle autorità e distrazioni fatali. Solo dopo diversi giorni il governo della Malaysia ha detto che l'aereo poteva essere stato dirottato; ora si sta studiando la possibilità che i membri dell'equipaggio - o qualcun altro sull'aereo - possa aver contribuito al dirottamento.  Le forze aeree thailandesi hanno detto ieri che riesaminando i dati radar dell'8 marzo, si sono accorti che vi erano deboli segnali di un aereo che andava verso ovest, sullo Stretto di Malacca, proprio poco tempo dopo l'aereo MH370 ha perso (o interrotto) la comunicazione con le torri di controllo. I responsabili thai affermano che in un primo tempo non hanno dato importanza a questi segnali.

In Malaysia si sospetta del pilota e del copilota: il primo, Zaharie Ahmad Shah, ha legami familiari con Anwar Ibrahim, leader dell'opposizione islamica, che nei giorni scorsi ha subito una condanna per sodomia, al fine di escluderlo da ogni lotta politica. Anwar dapprima ha negato di avere alcun legame con il pilota; poi ha ammesso di essere parente. 

Intanto le ricerche si allargano a un'area quasi grande quanto l'Australia, circa 8 milioni di metri quadri. Diversi Paesi, fra cui Corea, Giappone. Emirati, Australia, Usa, Nuova Zelanda, Cina partecipano alle ricerche con aerei e navi. Pechino ha anche inviato nove navi nelle acque della Baia del Bengala, ad ovest dell'Indonesia e ribadisce che nessuno dei 153 passeggeri cinesi presenti sul volo poteva avere legami col terrorismo. Anche la Cina è sotto il bersaglio della popolazione: ieri centinaia di parenti delle vittime, angosciati dal non ricevere notizie e dall'impotenza del loro governo, hanno minacciato di fare uno sciopero della fame.

 

Il cuore e la mente sprofondano in una tristezza senza fine; le emozioni rendono tutto molto fragile, se il compito è ricercare il figlio, gli amici, i parenti "vittime" del volto MH370 della Malaysian Airlines scomparso circa 10 giorni fa.

AsiaNews ha contattato CH Siregar, il papa di Firman Chansdra Siregar, uno degli sfortunati passeggeri di Medan, provincial di North Sumatra.

Con un messaggio appesantito dall'emozione, Siregard padre confessa di trovarsi "in una difficilissima situazione. Tutte le mie domande su dove può essere ora mio figlio rimangono senza risposta. E' triste sapere che non vi sono ancora spiegazioni per capire ciò che è davvero successo all'aereo e a mio figlio". A un certo punto egli si interrompe: "Non mi faccia più parlare: l'amarezza mi avvilisce troppo". Ogni giorno la famiglia Siregar  domanda alle autorità malaysiane un aggiornamento sulle ricerche del jumbo scomparso.

Firman Chandra Siregar è solo uno dei sette indonesiani che erano a bordo del MH370. Fra loro vi è pure una coppia, il sig. Sugianto Lo e sua moglie Vinny Chynthya Tio, anch'essi di Medan. I loro tre figli - liceali e della scuola elementare - continuano con ansia a domandare il destino "ignoto" dei loro genitori.

AsiaNews ha incontrato anche una persona - che rimane anonima per motivi di sicurezza - che è amico del copilota dell'MH370, Fariq Abdul Hamid, 27 anni, che ha inviato l'ultimo messaggio dall'aereo, prima di scomparire dai radar, dicendo: "Tutto bene. Buona notte". Le autorità hanno sospettato che questo saluto, non usuale nel traffico aereo, fosse una specie di segnale segreto per qualcuno.

La persona intervistata da AsiaNews, amica da tre anni di Fariq, esclude ogni sospetto su di lui e afferma: "E' una persona molto dolce ed ospitale".

 

 

 

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