Fra illusioni e speranze, dai miliardari asiatici nuova linfa al calcio europeo
Il miliardario Peter Lim, 60enne figlio di pescatori e una fortuna nel settore delle palme da olio, ha rilevato il 70% delle quote societarie del Valencia. Un acquisto agevolato dal buco di oltre 300 milioni nelle casse della società. I tifosi del Vecchio Continente guardano ai magnati asiatici e mediorientali per team di vertice; ma la scommessa non è sempre vincente.

Singapore (AsiaNews) - Il miliardario di Singapore Peter Lim è il nuovo proprietario del Valencia F.C., prestigiosa compagine spagnola della Liga che ha concluso la stagione 2013/14 a metà classifica dopo un avvio difficile. Acquistando il team spagnolo, infatti, il magnate asiatico ha realizzato un sogno coltivato a lungo: diventare il patron di una squadra europea e concorrere per la conquista di un trofeo continentale. La speranza è quella di ottenere risultati migliori di altri tycoon asiatici, come l'indonesiano Erick Thohir reduce da una prima stagione deludente con l'Inter (Milano, Italia). 

Restio ai riflettori e alle luci della ribalta, 60enne figlio di pescivendoli, Lim ha accumulato una ingente fortuna investendo i propri beni in una compagnia che tratta olio di palma. Tifoso di calcio e supporter del Manchester United, egli non ha rinunciato nel 2010 a un'asta per l'acquisto degli storici rivali del Liverpool pur di possedere una squadra di pallone di prima fascia. Il 17 maggio scorso il Consiglio di amministrazione della Valencia Foundation ha approvato all'unanimità la proposta avanzata da Lim di rilevare il 70,4% delle quote societarie del club; indebitato e sull'orlo del fallimento, il team spagnolo in passato ha raggiunto per due volte la finale di Champions League. Da tempo i vertici societari erano alla ricerca di investitori, in particolare da quando lo sponsor principale Bankia ha rifiutato di rifinanziare un debito da 306 milioni di euro. 

Lim ha un patrimonio personale di 2,4 miliardi di dollari, è sposato con l'ex attrice Cherie Lim ed è padre di due figli. Proprietario di una casa di 11 piani in un distretto di prestigio della città-Stato, dove gli appartamenti costano una fortuna, e un parco auto che comprende 25 Ferrari, egli sembra l'uomo giusto per risollevare le sorti della squadra spagnola, sei volte vincitrice della Liga. 

Tuttavia, fra i tifosi regna un mix di trepidazione e scaramanzia, viste le alterne fortune con le quali magnati, tycoon o monarchi asiatici e del Medio Oriente hanno acquistato le squadre di prima fascia del calcio europeo. Basti pensare all'ex parrucchiere di Hong Kong e ora proprietario del Birmingham City Carson Yeung Ka-sing, condannato a sei anni di galera per riciclaggio di denaro sporco. Oppure al tycoon malaysiano Vincent Tan, che ha scatenato una rivolta popolare fra i tifosi del Cardiff City, squadra gallese soprannominata "Bleubirds", perché voleva cambiare lo storico colore blu nel più fortunato - a suo dire - rosso. E ancora, le sanzioni comminate dall'Uefa - organo supremo del calcio europeo - al Manchaster City e al Paris San Germain (Psg), di proprietà rispettivamente dello sceicco Mansour e dello sceicco Al-Khelaifi, per "violazione del Fair Play finanziario" che punisce debiti insoluti. 

In ogni caso, i magnati asiatici e mediorientali restano il miraggio di molti tifosi di club europei, che guardano ai petrodollari o ai nuovi miliardari dell'estremo Oriente per risollevare le sorti dei propri beniamini. Da settimane i supporter del Milan - prestigioso club italiano di proprietà dell'ex premier Silvio Berlusconi, finito in passato nel mirino dello stesso Peter Lim - chiedono la cessione della società o l'ingresso di capitali extraeuropei per risollevarne i destini, dopo stagioni di magra in termini economici e sportivi. 

 

 

 

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