Faisalabad, giovani cristiani e musulmani per la pace sociale: a partire dal traffico
di Shafique Khokhar
Un centinaio di studenti hanno partecipato a un simposio dedicato al cambiamento sociale, in un’ottica di pace e di armonia. Partendo dal problema del traffico, l’invito a una maggiore responsabilità civile e a un percorso continuo di formazione. Dalle nuove generazioni la “speranza” di “cambiamento”.

Faisalabad (AsiaNews) - Cambiare l'atteggiamento dei cittadini, superare tradizioni sociali e comportamenti obsoleti e sostituirli con iniziative di pace, armonia e rispetto della vita umana. E ancora, trasformare la società partendo dai problemi di tutti i giorni; un processo di sviluppo che non avviene con "ritocchi di cosmesi", ma mediante modifiche "radicali e sostanziali" che guardano alla modernità, adattandosi al modello culturale del Pakistan. Con questo spirito, un centinaio di studenti delle superiori e universitari, cristiani e musulmani, hanno partecipato a un simposio di due giorni dedicato alla "Strategia e pedagogia per una trasformazione sociale". L'evento, in programma il 9 e 10 luglio a Faisalabad (Punjab), è stato organizzato dal movimento cristiano Leap (Learn- Empower-Act-Promote) e da Transparency Network, una rete di Ong locali (Tnnp). 

In una società caratterizzata da forti tensioni confessionali, da ripetuti casi di abusi verso le minoranze, da discriminazioni di genere e violenze sulle donne, un piccolo passo verso il cambiamento può partire anche da un cambiamento nella vita pubblica. Una trasformazione alla quale tutti i cittadini sono chiamati a contribuire, sottolineano i promotori del simposio, agendo in modo "responsabile".

George Clement, ex parlamentare, filosofo e attivista sociale, è uno dei responsabili della due giorni di formazione. Egli spiega di aver usato metodi che ricalcano i modelli dei filosofi e dei saggi dell'antica Grecia e degli educatori moderni, adattati al contesto sociale.

E una delle prime attività proposte agli studenti è di regolare il traffico caotico della città, sparpagliarsi nei principali incroci e arterie per regolare il flusso di auto e motocicli. A seguire i giovani in questa attività nuova e stimolante, i vertici della polizia locale e dei vigili urbani della città, che hanno mostrato loro i metodi utilizzati dagli agenti nello svolgimento del proprio lavoro. 

Del resto anche in Pakistan, come nel resto del mondo, il traffico è una delle principali fonti di stress, ansia e di tensione sociale. E proprio dal modo in cui ci si approcci alla strada può derivare un primo, importante cambiamento culturale visto che anche le persone con un livello elevato di istruzione si mostrano indifferenti alle norme del codice stradale. E quanti commettono di proposito infrazioni vengono in genere considerati più "furbi" degli altri e meritevoli di stima. 

Attraverso il metodo pedagogico, i giovani si sono messi alla prova e hanno tentato di regolare il traffico, assimilando e diffondendo i concetti di "tutela e sicurezza" e il bisogno di disciplina personale sulla pubblica via. La speranza è che le nuove generazioni possano diventare "modelli di cambiamento", rafforzando il senso di responsabilità e diventando fonte di "ispirazione" per il resto della cittadinanza. "Questo potrebbe essere il primo passo - conclude uno degli organizzatori del simposio - in direzione del cambiamento sociale e della trasformazione per i cittadini pakistani". 

 

 

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