Karnataka: arrestate, e poi liberate, quattro cristiane con l'accusa di conversioni forzate
di Nirmala Carvalho
Le donne avevano fatto visita a una famiglia di un'altra religione. Alcuni abitanti del villaggio hanno chiamato la polizia, raccontando di averle viste "fare pressione, assediando la casa". Il presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic): "Le forze nazionaliste indù vogliono diffondere un sentimento di sospetto nei confronti dei cristiani".

Mumbai (AsiaNews) - Quattro cristiane sono state arrestate ieri a Pulittadi, in Karnataka, sulla base di false accuse di conversioni forzate. Alcuni locali hanno denunciato le donne dopo averle viste fare visita a una famiglia del villaggio, appartenente a un'altra religione. Secondo la folla accorsa sul luogo, le quattro hanno cercato di "influenzare la famiglia per convertirsi, assediando la casa".

Le accusate sono Shirley, Mini, Leelamma e Shubha. Suresh Atramajalu, membro dell'amministrazione locale, ha raccontato alla polizia di averle viste distribuire volantini sul cristianesimo e cercare di convincere le persone che incontravano a convertirsi. La polizia le ha tenute in custodia e interrogate per due ore, per poi rilasciarle.

Contattato da AsiaNews, Sajan George - presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic) - considera le accuse rivolte contro le quattro cristiane "un motivo di seria preoccupazione, perché non solo sono state rivolte a fedeli innocenti, ma rischiano di lacerare il tessuto della società. Le forze nazionaliste indù vogliono diffondere un sentimento di sospetto nei confronti dei cristiani".

Le conversioni al cristianesimo, ricorda, "sono valide solo se si tratta di una libera scelta dell'individuo. Eppure, i locali hanno mosso accuse false, dichiarando che le donne stavano facendo pressione sulla gente, e con la complicità delle autorità le hanno catturate". 

 

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