Baghdad, almeno 38 morti e decine di feriti in un doppio attacco bomba
Un kamikaze si è fatto esplodere nei pressi di un punto di controllo governativo a Jurf al-Sakhar, 50 km a sud della capitale. Dietro l’attacco i terroristi dello Stato islamico: vittime fra le forze governative e le milizie sciite. Il secondo attentato è avvenuto nel distretto di Karrada, in centro a Baghdad.

Baghdad (AsiaNews/agenzie) - È di almeno 38 morti e decine di feriti il bilancio aggiornato di due attentati avvenuti ieri nella capitale irakena e in un sobborgo poco distante Baghdad. Nel primo attacco, un kamikaze a bordo di un auto Humvee imbottita di esplosivo si è schiantato contro un punto di controllo a sud di Baghdad, uccidendo oltre 24 persone (in maggioranza membri delle milizie sciite). Almeno 25 i feriti. Il secondo è avvenuto all'interno della capitale, quando un'autobomba è saltata in aria e ha ucciso almeno 10 persone. 

Negli ultimi mesi sono state centinaia le vittime di attentati e attacchi bomba avvenuti in tutto l'Iraq. 

Il punto di controllo dove è avvenuta la prima esplosione si trova nei pressi della cittadina sunnita di Jurf al-Sakhar, circa 50 km a sud di Baghdad. Nell'attacco sono morti membri delle forze di sicurezza irakene e miliziani sciiti. Fonti locali riferiscono che il mezzo usato per l'attacco sarebbe stato sottratto, in passato, all'esercito regolare. 

Gli autori dell'attentato potrebbero essere jihadisti dello Stato islamico (SI), che hanno colpito per vendetta; nel fine settimana, infatti, le forze governative hanno cacciato i miliziani dalla cittadina, riprendendone il controllo a distanza di mesi. 

Ancora ignoti i responsabili del secondo attacco, avvenuto nella tarda serata di ieri nel distretto di Karrada (centro Baghdad), una zona affollata di negozi e ristoranti. Decine i feriti, alcuni dei quali in maniera grave. 

Jurf-al-Sakhar, teatro del primo attacco, era stata conquistata dai jihadisti durante l'estate, quando il gruppo terrorista era giunto al punto massimo di estensione territoriale, occupando ampie zone della Siria e del nord dell'Iraq. La cittadina riveste un'importanza strategica, essendo una sorta di area cuscinetto fra la provincia di Anbar dominata dagli arabi sunniti e l'area a sud del Paese, a larga maggioranza sciita.

Essa è inoltre attraversata da una importante via di comunicazione usata dai pellegrini sciiti per raggiungere la città santa di Kerbala, nel sud. La settimana prossima i fedeli la percorreranno per celebrare la morte del nipote del profeta Maometto, l'imam Hussein, una delle più importanti figure dell'islam sciita. 

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