Il Papa: "la storia non è affidata al caso, Dio la guida"

 


Città del Vaticano (AsiaNews) - La storia "non è in mano a potenze oscure, al caso o alle sole scelte umane", perché "Dio non è indifferente alla vicende umane, ma in esse penetra realizzando le sue 'vie', ossia i suoi progetti e le sue 'opere' efficaci".

La presenza di Dio nella storia, alla luce del "Cantico dell'Agnello" nell'Apocalisse è stato l'argomento del quale Benedetto XVI ha parlato ai 17.000 fedeli presenti all'udienza generale.Il Papa ha cominciato parlano dell'Apocalisse, definita "libro di giudizio, di salvezza e soprattutto di speranza" che ispira "timore" di Dio, che non è "paura", ma "è il riconoscimento della trascendenza divina", è "fondamento della fede e si intreccia con l'amore".L'intervento divino nella storia, ha spiegato il Papa "ha uno scopo ben preciso: essere un segno che invita alla conversione tutti i popoli della Terra". "Le nazioni devono imparare a 'leggere' nella storia un messaggio di Dio.

 L'avventura dell'umanità non è – come può sembrare - confusa e senza significato, né è votata senza appello alla prevaricazione dei prepotenti e dei perversi."Dunque "esiste la possibilità di riconoscere l'agire divino nascosto nella storia". Per questo occorre "scrutare, alla luce del Vangelo i segni dei tempi" – come raccomanda il Concilio Vaticano nella Costituzione "Guadium et spes" - per vedere in quei segni "la manifestazione dell'agire stesso di Dio". "Questo atteggiamento di fede porta l'uomo a ravvisare la potenza di Dio operante nella storia, e ad aprirsi così al timore del nome del Signore.".

"Grazie al timore del Signore non si ha paura del male che imperversa nella storia e si riprende con vigore il cammino della vita", accompagnati dalla parole pronunciate da Gesù l'ultima sera della sua vita:"'Abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!'".

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