Karnataka, radicali indù attaccano una chiesa pentecostale: otto feriti, due gravi
di Nirmala Carvalho
Il Global Council of Indian Christians (Gcic) denuncia l'ennesimo attacco contro una comunità cristiana: "I fondamentalisti religiosi sono una minaccia per lo Stato di diritto". Invece di fermare gli aggressori, la polizia ha arrestato il pastore cristiano.

Mumbai (AsiaNews) - "Le violazioni dei radicali indù all'ordine pubblico mettono in pericolo la libertà religiosa e minacciano le vite e le proprietà dei cristiani in Karnataka". Lo denuncia ad AsiaNews Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), dopo l'ennesima aggressione contro una comunità pentecostale.

Ieri un gruppo di fondamentalisti ha vandalizzato la chiesa della Calvary Apostolic Church a Gangammapalaya e aggredito, ferendoli, otto fedeli.

I radicali indù sono piombati nel bel mezzo del servizio di preghiera, attaccando i presenti. Due cristiani, Krupakar e Wilson, sono ricoverati in ospedale per fratture agli arti. Il gruppo ha intimato ai cristiani di non ricostruire la chiesa.

Anche se nelle vicinanze del luogo di culto c'è una stazione di polizia, gli agenti intervenuti sul posto "non hanno fermato gli aggressori". Al contrario, spiega Sajan George, "hanno portato il rev. D'Souza, pastore della comunità, in centrale per interrogarlo. È una vergogna".

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